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Cronaca

Sequestrata azienda conserviera di Gragnano

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Gragnano

Sequestrata azienda conserviera a Gragnano. I carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli e del Comando Provinciale di Napoli, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto al sequestro dello stabilimento della società DA VIA S.p.A. di Gragnano, operante nel settore della produzione delle conserve alimentari, in ordine ai reati di cui all’art. 279 co. 1 (assenza di autorizzazione ambientale) e agli artt. 255 e 255-ter (abbandono di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi) del D.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).

Il provvedimento cautelare reale trae origine dalle indagini espletate dai Carabinieri del NOE di Napoli, che si sono avvalsi della collaborazione tecnica dell ‘ARP A Campania, e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nel corso delle quali sono stati effettuati ripetuti sopralluoghi presso lo stabilimento industriale della società DA VIA S.p.A., finalizzati alla verifica della corretta gestione delle acque reflue industriali, dei rifiuti e delle emissioni in atmosfera generate durante il ciclo produttivo.

Nel corso dei sopralluoghi sarebbero state accertate violazioni del TUA (testo unico ambientale) con riferimento soprattutto alla gestione dei rifiuti speciali, sia pericolosi ( disinfettanti, oli minerali esausti, taniche vuote contenenti residui di sostanze pericolose) che non pericolosi (imballaggi in plastica e cartone, fanghi derivanti dal trattamento depurativo), fra loro frammisti e stoccati sul nudo terreno senza alcuna misura di protezione da eventuali sversamenti accidentali.

Quanto alle acque reflue industriali sarebbe stata acce11ata l’esistenza di un sistema di depurazione difforme da quello riportato nella planimetria allegata all’AUA (autorizzazione unica ambientale), caratterizzato da un numero di vasche di sedimentazione inferiore rispetto a quelle autorizzate.

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I Carabinieri del NOE hanno accertato, altresì, che l’attività produttiva sarebbe stata esercitata all’interno di un complesso immobiliare, ricadente in parte in “Area agricola a particolare rilevanza paesaggistica”, composto da una pluralità di opere edilizie abusive, realizzate nel corso di un significativo arco temporale in assenza dei prescritti titoli edilizi e delle necessarie autorizzazioni paesaggistiche, con la conseguenza che l’ AUA rilasciata sarebbe illegittima e quindi tamquam non esset, essendo stata rilasciata, come riportato nel decreto di sequestro preventivo, in assenza dei presupposti richiesti dalla normativa di settore e sulla base di una rappresentazione dello stato dei luoghi non corrispondente alla realtà.

In particolare, è emerso che l’autorizzazione unica ambientale sarebbe stata rilasciata nonostante la mancata verifica della conformità urbanistico-edilizia dell’intero complesso produttivo, sebbene la Città Metropolitana di Napoli avesse espressamente prescritto tale verifica quale condizione indefettibile per il rilascio dell’autorizzazione ambientale e avesse chiesto al Comune di attestare, previo accertamento, la regolarità edilizia e urbanistica dell’intero stabilimento, senza ricevere riscontro.

Il sequestro dell’azienda si è reso necessario per evitare l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati ed impedire la commissione di altri reati analoghi.
L’odierno sequestro preventivo si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo capillare dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e dagli altri Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale (Carabinieri Forestali, Guardia Costiera Capitanerie di Porto e Polizia della Città Metropolitana di Napoli), avvalendosi della preziosa collaborazione tecnica dell’ARPAC, tutt’ora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento delle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico del fiume Sarno, in attuazione del Protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d’inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.

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In particolare, l’attività di verifica delle aziende e degli insediamenti produttivi ubicati nel bacino idrografico del fiume Samo, condotta dai Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica sotto il coordinamento delle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, ha condotto sinora, a partire dal 2021, complessivamente all’effettuazione di 621 controlli, dei quali 362 con esito di non conformità, alla denuncia in stato di libertà di 387 persone, all’arresto di 7 persone e al sequestro di 130 aziende per reati ambientali.

Il procedimento relativo al sequestro odierno pende nella fase delle indagini preliminari, il decreto di sequestro preventivo è suscettibile di essere impugnato dinanzi al Tribunale del riesame e l’indagato non può essere ritenuto colpevole dei reati ascrittigli sino alla sentenza di condanna passata in giudicato in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

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