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Democratici e Progressisti scrivono a Fico su Fincantieri

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Fincantieri

“Serve un Accordo per lo Sviluppo e investire su ricerca e Alta formazione” e’ quanto Democratici e Progressisti chiede a Fico per Fincantieri.

La recente risposta del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, all’interrogazione del senatore Cantalamessa riporta al centro dell’attenzione il futuro dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia e conferma la necessità di procedere lungo una prospettiva che da anni viene sostenuta dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni locali: l’attuazione del Piano regolatore del porto, con la realizzazione del ribaltamento a mare e del bacino, insieme a una complessiva riorganizzazione degli spazi portuali.

Per i Democratici e Progressisti di Castellammare, questa prospettiva rappresenta un passaggio decisivo non soltanto per consolidare il ruolo industriale del cantiere navale, ma anche per ripensare il rapporto tra il porto, la città e il suo mare.

Il primo risultato da riconoscere è quello dei lavoratori, che con il loro impegno hanno difeso una realtà produttiva storica e strategica per Castellammare, contrastando il rischio di un progressivo ridimensionamento. La tutela del cantiere, tuttavia, non può esaurirsi nella salvaguardia dell’esistente: deve diventare l’occasione per costruire nuove opportunità occupazionali, rafforzare le attività produttive legate alla nautica e restituire alla città spazi e funzioni capaci di generare sviluppo.

Il progetto del bacino, previsto da tempo nella pianificazione portuale e rimasto inattuato per anni, deve ora uscire dalla dimensione degli annunci e delle dichiarazioni d’intenti. Si parla di investimenti considerevoli, ipotizzati in oltre 800 milioni di euro: una cifra che impone trasparenza sulle risorse disponibili, chiarezza sulle fonti di finanziamento, tempi definiti e un cronoprogramma credibile.

Ma allo stesso tempo serve investire in capitale umano: la Regione d’intesa con le università campane può e deve assumere una iniziativa per riaprire in città una Scuola di alta formazione legata alla ricerca sulle nuove tecnologie per la decarbonizzazione dell’industria navale e alla riqualificazione dei mestieri della cantieristica. Senza investire sui giovani e sull’innovazione la stessa difesa del cantiere diventa più difficile e complessa. E solo coinvolgendo le migliori energie e i giovani la cantieristica campana può affrontare al meglio le sfide.

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È arrivato il momento di trasformare una prospettiva attesa da anni in un progetto concreto, sostenibile e verificabile.

Per questo rivolgiamo un appello al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, al sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, e al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, Eliseo Cuccaro, affinché si apra una nuova fase di confronto operativo, coinvolgendo il Governo, Fincantieri, le organizzazioni sindacali e tutti i soggetti istituzionali ed economici interessati.

Chiediamo, in particolare, che la Regione assuma un ruolo propulsivo e promuova un tavolo istituzionale finalizzato a definire gli interventi necessari per la realizzazione del bacino, il reperimento delle risorse, la riorganizzazione delle aree portuali e il superamento delle situazioni di degrado, a partire dalla rimozione delle strutture fatiscenti.

Ma la sfida che abbiamo davanti è più ampia. Il futuro di Fincantieri deve essere parte di una strategia complessiva di sviluppo della città, capace di connettere il porto con le Antiche Terme, il Centro Antico e il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Castellammare.

Il mare può diventare la leva di una nuova stagione di crescita, attraverso la valorizzazione delle attività produttive, della nautica, del turismo e dell’ambiente. Per riuscirci, Castellammare deve essere protagonista di una visione territoriale più ampia, che coinvolga i Monti Lattari, Pompei, la Penisola Sorrentina e la Costa Vesuviana, mettendo in rete un patrimonio naturalistico, archeologico e paesaggistico di straordinario valore.

A questo scopo, proponiamo la costruzione di un vero e proprio «Accordo per lo Sviluppo di Castellammare», fondato sulla collaborazione tra Comune, Regione, Città Metropolitana, Autorità Portuale, Governo, Università e mondo imprenditoriale. Un accordo che integri gli investimenti infrastrutturali con le politiche ambientali, la riqualificazione urbana, la formazione e la creazione di nuove opportunità di lavoro, valorizzando anche le risorse europee destinate alle città e all’ambiente.

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Castellammare attraversa una fase complessa, ma dispone di competenze, energie e potenzialità che non possono essere disperse. Occorre superare la frammentazione degli interventi e costruire una prospettiva condivisa, nella quale il lavoro, la tutela del patrimonio e la qualità dello sviluppo procedano insieme.

Al presidente Roberto Fico chiediamo, in primo luogo, di raccogliere le indicazioni emerse sul futuro del cantiere e di riaprire concretamente il confronto con il Governo, Fincantieri e l’Autorità Portuale. Non bastano nuovi protocolli o ulteriori riunioni: servono decisioni, risorse certe, responsabilità definite e tempi di attuazione.

Il futuro del cantiere navale riguarda i lavoratori, ma riguarda anche il futuro dell’intera comunità stabiese. È il momento di introdurre una strategia capace di tenere insieme industria, porto, città e territorio.

Castellammare ha bisogno di una prospettiva concreta di sviluppo. Le istituzioni sono chiamate ad assumersi le proprie responsabilità e a trasformare questa opportunità in un impegno comune per il lavoro, la rigenerazione urbana e il futuro della città.

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