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Cronaca

Blocchi e caos trasporti, si rischia una nuova emergenza rifiuti

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La Campania rischia di ripiombare nell’emergenza rifiuti. Sono ore cruciali per la protesta degli autotrasportatori, i cui blocchi stanno provocando disagi alla circolazione e rallentamenti nelle consegne delle merci, con possibili ripercussioni anche sulla gestione dei rifiuti.
Il problema, infatti, non riguarda soltanto gli automezzi rimasti incolonnati lungo le strade. A preoccupare è soprattutto la situazione degli impianti di conferimento, alcuni dei quali hanno dovuto fermare le attività perché impossibilitati a liberare le proprie aree dai rifiuti accumulati. Una conseguenza diretta delle difficoltà nei trasporti, che rischia di innescare un effetto domino sull’intera filiera.
I primi segnali arrivano dai centri di raccolta comunali, costretti a fermarsi per l’impossibilità di conferire i materiali. Tra i gestori che hanno disposto la chiusura temporanea delle isole ecologiche c’è Velia Ambiente, impegnata nei servizi di igiene urbana in diversi Comuni campani, tra cui Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità.
La decisione è legata proprio allo stop degli impianti di destinazione, che impedisce il regolare svuotamento delle aree di raccolta e la prosecuzione delle attività in condizioni operative sostenibili.
Per il momento, il servizio di raccolta dei rifiuti è stato garantito. Ma il futuro immediato resta incerto. Senza una ripresa dei conferimenti, gli spazi disponibili per lo stoccaggio temporaneo potrebbero progressivamente esaurirsi, rendendo sempre più difficile assicurare la regolarità del servizio.
Le prossime ore saranno decisive. Se da Roma non dovesse arrivare una svolta sul piano nazionale, capace di favorire una soluzione della protesta e il ritorno alla normalità dei trasporti, il rischio è che alle chiusure delle isole ecologiche possa aggiungersi anche il blocco della raccolta stradale.
Uno scenario che riporterebbe alla memoria le emergenze che in passato hanno messo in ginocchio la Campania, con particolare riferimento alla provincia di Napoli. Per ora si tratta di un rischio legato all’evoluzione della protesta e alla durata del fermo degli impianti, ma la chiusura dei primi centri di raccolta rappresenta già un campanello d’allarme per Comuni, gestori e cittadini.
La partita si gioca sul tempo: senza una rapida ripresa dei conferimenti, la crisi dei trasporti potrebbe trasformarsi in una nuova emergenza nella gestione dei rifiuti

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