Politica
Castellammare e il post scioglimento, il centrodestra è il grande assente
Se Sparta piange, Atene non ride. Nel centrosinistra, campo largo o come vogliamo definirlo, volano gli stracci. Strascichi del post scioglimento del consiglio comunale di Castellammare per infiltrazioni mafiose. Ormai l’ex sindaco Vicinanza e il commissario del PD Arturo Scotto non se le mandano a dire.
Eppure qualche proposta, seppur proveniente da un gruppo “maturo” e formato da volti stranoti della politica stabiese, si intravede.
Il centrodestra non è ancora pervenuto sulla questione. Nessuno ha mai analizzato fino in fondo i motivi di scioglimento, a parte l’iniziativa di Fratelli d’Italia in piazza Municipio quest’estate, quando i big del partito di Giorgia Meloni si scagliarono contro il sistema PD.
Poi il nulla assoluto. Qualche timido incontro nello studio professionale di Massimo Santaniello, coordinatore cittadino di Noi Moderati, qualche comunicato scritto dallo stesso Santaniello firmato genericamente “centrodestra stabiese” e nulla più.
Lo stesso Santaniello che da leader locale di Noi Moderati incontra il segretario regionale di Fratelli d’Italia, Gennaro Sangiuliano, con tanto di foto sui social per cercare di entrare a gamba tesa nel partito della Meloni e tentare una rapida scalata.
Tutto questo mentre il centrodestra risulta totalmente assente nel dibattito politico cittadino, non lesinando qualche “ovvia” proposta sulla valorizzazione dei beni archeologici e culturali.
Così come Forza Italia risulta ancora non pervenuta. Di questo passo si rischia di lasciare la strada spianata a un centrosinistra spaccato, dilaniato, ma comunque presente.

