Cronaca
Tragedia a Castellammare, Emanuele muore a 16 anni mentre va a scuola
Aveva appena 16 anni, andava a scuola in sella al suo scooter e sognava di diventare uno chef. Ma a scuola, questa mattina, Emanuele Cannavale non è mai arrivato. La sua vita si è spezzata a Castellammare di Stabia, in viale delle Puglie, in un incidente stradale che non gli ha lasciato scampo.
Il ragazzo frequentava l’Istituto Alberghiero. Un futuro ancora tutto da scrivere, progetti e sogni da inseguire, spazzati via in pochi istanti. Secondo le prime ricostruzioni, ancora tutte da verificare, il suo scooter si sarebbe scontrato con un altro motorino. L’impatto lo avrebbe scaraventato violentemente sull’asfalto. Immediata la corsa all’ospedale San Leonardo, ma ogni tentativo si è rivelato inutile: Emanuele è morto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso.
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti. Dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza emergerebbe anche la presenza di un terzo veicolo, un’auto che i due scooter avrebbero tentato di evitare, finendo per scontrarsi. Una circostanza che dovrà essere verificata dagli investigatori per ricostruire con esattezza quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Mentre si cerca di fare luce sulla tragedia, a scuola è il momento delle lacrime e dello sgomento. I compagni di classe di Emanuele hanno voluto affidare a una lettera scritta di proprio pugno tutto il dolore per una perdita impossibile da accettare. Parole rivolte ai genitori, Tommaso e Annarita, per stringersi a loro in un momento che nessuna famiglia dovrebbe mai vivere.
«Cari papà e mamma, Tommaso e Annarita, non ci sono parole per lenire il dolore enorme e il vuoto che la perdita di Emanuele ha lasciato in ognuno di noi».
Nella lettera c’è il ricordo di un ragazzo che non era soltanto un compagno di banco, ma una presenza importante nella vita quotidiana di tutti. «In questo momento di grande dolore vogliamo stringerci a voi per ricordarlo insieme, non solo come compagno di banco, ma come parte fondamentale della nostra vita quotidiana e del nostro gruppo. Il suo ricordo non ci lascerà mai».
Gli amici lo ricordano fin dai primi anni di scuola, tra i banchi, nei laboratori e durante gli eventi. «Riusciva a rendere speciali le giornate di scuola, fin da piccoli, tra i banchi, nei laboratori, durante gli eventi era sempre pronto ad aiutare, era un gran lavoratore».
Adesso, tra quelle stesse aule, resta un’assenza che pesa. «Oggi la nostra classe è più vuota e silenziosa, ma il ricordo di Emanuele resterà sempre nei nostri cuori». I compagni sono convinti che continueranno a sentirlo vicino, nelle attività di ogni giorno, nei racconti, nelle chiacchiere e negli scherzi condivisi.
«Ogni traguardo che raggiungeremo da qui in avanti porterà con sé un pezzo del suo ricordo, perché Emanuele farà sempre parte della nostra classe e della nostra storia».
La lettera si chiude con una promessa d’affetto alla famiglia: «Siamo vicini a voi familiari, ci stringiamo a voi e vi promettiamo che ognuno di noi vi vorrà bene come Emanuele».
Parole semplici, ma capaci di raccontare tutta la grandezza di un legame e il vuoto lasciato da una vita spezzata troppo presto. Emanuele aveva 16 anni, un banco a scuola e un sogno da realizzare. Da oggi, per i suoi compagni, quel sogno porterà per sempre anche il suo nome.

