Cronaca
Alla CIL il dramma dei dipendenti: “Qui da una vita, in un attimo senza lavoro”
Castellammare di Stabia. Dopo la revoca della concessione Parmalat a CIL, azienda di Adolfo Greco, questa mattina agenti e dipendenti si sono riuniti nella struttura di via Napoli. E’ bastata una mail, lo stop al rifornimento, per appende ad un filo il destino di quaranta famiglie che, da un giorno all’altro, si trovano senza lavoro. “Non c’entriamo nulla, stiamo qui da anni. Alcuni di noi sono entrati qui giovanissimi. Abbiamo sempre lavorato con impegno e dedizione, abbiamo rispettato tutti i crismi imposti dall’azienda e quindi da Parmalat, abbiamo contribuito alla crescita e alla diffusione del marchio Parmalat nel comprensorio”. Un vero e proprio dramma quello che vivono gli agenti. Si tratta di persone che lavorano con partita IVA e quindi senza diritto ad ammortizzatore sociale. “Vogliamo -dicono – una risposta per la nostra situazione occupazionale. Siamo in 32 ed in meno di 24 ore ci hanno tolto il lavoro per motivi che non ci riguardano, c’è chi ha i figli chi si è sposato da poco ed ha comprato casa. Vogliamo e dobbiamo lavorare”. Gli agenti e i dipendenti stanno cercando di tenersi stretto il posto di lavoro e anche la CIL ha mostrato l’intenzione di sostenere le 32 famiglie in questa battaglia. Fonti vicine all’azienda fanno trapelare l’intenzione della CIL di mettere a disposizione gratuitamente l’attuale struttura in questa fase transitoria “purchè si mantengano i livelli occupazionali”, perchè “il lavoro è un diritto inviolabile”. L’azienda di Greco per ora, inoltre, non ha provveduto alla procedura di licenziamento dei dipendenti per mancanza lavoro. Intanto prosegue la distribuzione del latte. Questa volta però a farla è direttamente Parmalat attraverso i suoi agenti con tanto di scorta della vigilanza privata. Questa mattina, infatti, ogni camion era seguito da una vettura con guardie giurate. Una decisione precauzionale, assunta dalla multinazionale, per paura di ritorsioni da parte degli agenti stabiesi che tendono a precisare ancora una volta di “non essere camorristi” e di volere “risposte alla loro situazione. (Emilio D’Averio) CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
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