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Processo penale, la proposte di Fratelli d’Italia al ministro partono da Castellammare

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Sica-Castellammare
Nel corso del lockdown la giustizia si è adeguata. La sburocratizzazione ha preso il sopravvento e allora arrivano le proposte per mantenere vive alcune disposizioni anche una volta superata l’emergenza Covid. Le proposte sono a firma di esponenti, consiglieri comunali e dirigenti di Fratelli d’Italia. Tra i promotori anche il capogruppo del partito di Giorgia Meloni a Castellammare, Ernesto Sica. Le proposte riguardano il processo penale, il motto è diventato «NO alla smaterializzazione del processo SI alla smaterializzazione della burocrazia».
«Abbiamo chiesto al nostro partito di farsi carico in parlamento delle seguenti proposte» fa sapere Sica. E quindi: Il riconoscimento del valore legale delle comunicazioni tra gli avvocati e gli uffici giudiziari tramite la posta certificata e l’attivazione della firma digitale per il deposito di tutti gli atti previsti dal codice (istanze, impugnazioni, liste testimoniali, memorie, ecc…) che esenterebbe i difensori dal doversi recare costantemente negli uffici onerandoli dell’invio telematico di un file PDF. Questa prassi che è al momento in atto, si ribadisce, dovrebbe divenire una costante dell’offerta giudiziaria». Poi ancora «A ciò si aggiunga, inoltre, un’ulteriore possibilità operativa: l’accesso al fascicolo da parte del difensore tramite l’installazione di software, certificati dal Ministero della Giustizia, che consentano, a seconda della fase procedimentale e processuale, previo riconoscimento ed autorizzazione, di visionarlo ed eventualmente estrarre copia. Ad oggi è previsto soltanto, per i titolari di chiave digitale e soltanto per i Tribunali e le Procure convenzionate, l’accesso alle trascrizioni delle udienze dei fascicoli dibattimentali, con esclusiva facoltà di richiedere copia, e l’inoltro di richiesta ex art. 335 c.p.p.».
Infine «Fermo restando il rispetto della normativa vigente, e il ruolo fondamentale dei colloqui personali con i detenuti, si ritiene altresì opportuno consentire il permanere della possibilità, alternativa e su richiesta, per i difensori di fiducia di effettuare il colloquio con i propri assistiti, detenuti presso le case circondariali e di reclusione, attraverso lo strumento delle videochiamate con le modalità sperimentate durante questa fase d’eccezione. Detta misura consentirebbe di rafforzare il rapporto con il detenuto anche nei momenti “fermi” del processo.Ovviamente nel documento ribadiamo la ferma e ferrea contrarietà ad ogni tipo di smaterializzazione del processo penale!».
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