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Castellammare. I reperti dell’antica Stabiae in mostra alla Reggia di Quisisana


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Castellammare di Stabia. La mostra dei reperti dell’antica Stabiae riaprirà i battenti domani, mercoledì 29 maggio, alle ore 10.00 nella cornice di Palazzo Reale a Quisisana. Fino al 31 dicembre 2019, sarà possibile visitare la mostra “Dal buio alla luce” dal lunedì al venerdì tra le ore 8.00 e le ore 15.00 (ingresso gratuito), con eventuali aperture straordinarie concordate con il Parco Archeologico di Pompei.  In mostra tanti reperti provenienti dalle ville rustiche della zona di Stabiae sia dalle lussuose e panoramiche domus costruite sulla collina di Varano, esplorate e rinterrate nel Settecento e poi riportate successivamente alla luce a partire dal 1950. Nell’esposizione ci sono molti oggetti di uso quotidiano e strumenti agricoli ma anche affreschi, stucchi e oggetti nonché utensili rinvenuti nelle ville della zona, come un cratere a calice in marmo alabastrino, un portaprofumi in bronzo e la statua del pastore, che porta con sé i prodotti della terra e due quadrupedi.  Tra l’altro, si potrà ammirare anche un carro in metallo e legno carbonizzato che è stato rinvenuto nel 1981 nel quartiere rustico di Villa Arianna ed è stato restaurato negli anni scorsi. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK


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Cultura e storia a Pimonte: in scena “Lo Scudo di Teia”. Evento il 4 e 5 settembre presso il Castrum Pini

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Pimonte

Lo spettacolo teatrale “Lo Scudo di Teia” è stato presentato in conferenza stampa presso la biblioteca del “Centro di Cultura e Storia Amalfitana” il 30 agosto. “Lo Scudo di Teia” è lo spettacolo teatrale che andrà in scena a Pimonte il 4 e 5 settembre 2021 presso il Castrum Pini. L’evento è nato da un’idea di Lucia Somma, presidente del Consiglio Comunale di Pimonte nonché delegata alla Cultura, che ha visto la luce grazie alla regia di Gabriele Saurio e ai testi scritti da Francesco Rivieccio. La splendida chiesa di Santa Maria di Pino farà da palcoscenico a due serate uniche, che sono state presentate ad Amalfi, presso la biblioteca del “Centro di Cultura e Storia Amalfitana”.

“Sono estremamente soddisfatta della proficua collaborazione istituzionale creata attorno a quest’evento – afferma Lucia Somma – Sono convinta che solo con una forte sinergia tra entri, oltre che tra i Comuni che un tempo formavano il Ducato di Amalfi è possibile rilanciare tutta l’area, soprattutto le splendide zone interne, ancora poco conosciute a livello nazionale ed internazionale. Il turismo è linfa vitale per i Monti Lattari così come per la Costiera amalfitana e lavorando assieme, con particolare attenzione alla Cultura, sarà possibile raggiungere gli obiettivi di crescita che ci siamo prefissati. Questo è solo il primo di una serie di eventi che segnano una nuova fase di rilancio per il nostro Comune. Voglio ringraziare personalmente, per la partecipazione e il contributo dato all’iniziativa, il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Tristano Dello Ioio, Domenico Camardo, archeologo del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, l’Assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune di Pimonte, Anna Ospizio, e il regista Gabriele Saurio”.

“Lo scudo di Teia” è il racconto di una singola battaglia, immaginata e vissuta dalla parte dei protagonisti, rintanati nei loro accampamenti; il racconto della debolezza degli eroi che l’hanno combattuta, il racconto d’una battaglia già persa, che approfondisce ed evidenzia molto più gli stati d’animo dei personaggi, piuttosto che le strategie” spiega il regista Gabriele Saurio. “I Monti Lattari e il fiume Sarno diventano così teatro di guerra, una guerra raccontata nel testo non solo dai suoi protagonisti diretti, ma anche da un coro formato da sole donne composto da madri, mogli e figlie, metafora di chi non combatte, di chi sopravvive e di chi aspetta invano, ma che ha l’obbligo di raccontare per ricordare e tramandare. Una pagina di storia, una pagina dell’Italia e del nostro popolo scritta all’ombra di quei monti che ancora oggi la custodiscono” conclude il regista.

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