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Tutto pronto per il “Chi Ama Chiama”, l’evento il prossimo weekend sul porto di Castellammare


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Castellammare di Stabia. Tutto pronto per il Chi Ama Chiama del 6 e 7 luglio, che si terrà tra terra, cielo e mare, sul porto di Castellammare di Stabia. L’evento con il patrocinio della Guardia Costiera Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e del Comune di Castellammare di Stabia, giunto alla sua V edizione, sta per salpare con un carico di divertimento, spettacolo, cultura, musica, arte, gioia, food, condivisione, festa e preghiera. L’humus, in cui affonda le radici questo doppio appuntamento, sono le linee pastorali diocesane 2019, incardinate in Atti 10, 1-48 (“Alzati, scendi e va’ con loro”. La gioia del Vangelo nella compagnia degli uomini.), che esortano ad annunciare la gioia del Vangelo a tutta la compagnia degli uomini, un’umanità variegata, di cui ci si fa compagni di viaggio, accogliendo, partecipando, condividendo tratti di strada, intrecciando storie, percorsi, culture: tutti diversi, sì, eppure tutti uguali, perché ciò che è essenziale nella vita: dolore, allegria, compassione, solidarietà, ricerca della felicità, non tiene conto delle differenze, rende semplicemente umani. Tra le partnership, ormai più che collaudate, quella con la Pro LocoCastellammare di Stabia che contribuisce ad evidenziare e promuovere il bello, talvolta nascosto, della nostra città e, ovviamente, la Guardia Costiera Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia che insieme all’ Agenzia delle Dogane e alla Guardia di Finanza ospitano la manifestazione. Tante le associazioni che saranno presenti con la loro esperienza, la loro progettualità e che si adoperano, nel concreto, per realizzare la speranza di molti. Per la prima volta quest’anno ci sarà anche una postazione di “radioamatori di marina” (sezione di Castellammare), che nascono per dare supporto e aiuto, attraverso le postazioni radio, a chi ha bisogno, dalle missioni umanitarie ai casi di calamità sul nostro territorio; il 06 e il 07 luglio attraverso onde corte, il Chi Ama Chiama abbraccerà il mondo intero! Uno spazio sarà dedicato anche all’artigianato locale, con artigiani che esporranno le loro arti antiche. L’associazione “Libero ricercatore”, che si occuperà di una mostra su arte e cultura Stabiese, facendo riemergere da archivi preziosi, tradizioni e storia/e del nostro popolo e della nostra città
A condurre la manifestazione saranno due giovani giornalisti stabiesi: Tiziano ValleFiorangela D’Amora
L’animazione pre-show, e non solo, di sabato 06 luglio, sarà curata da Radio Tabor, che vedrà alla consolle Salvatore Ricci, mentre nel parterre, diversi buskers (maghi, mimi, trampolieri, giocolieri e tanto altro), catalizzeranno l’attenzione di grandi e piccini. La festa vera e propria di sabato 06, comincerà con le scuole di danza latina e la musica di Peppe Apice, a seguire poi, sull’attesissimo palco, si avvicenderanno i giovani che hanno partecipato alle selezioni: “Un Palco per tutti”, indette dall’associazione Comunità Tabor, organizzatrice dell’evento e seguite dalla prof.ssa Camilla Scala, nome di rilievo in città, per aver sempre coniugato il suo lavoro di docente e la passione per le arti dello spettacolo, che ancora oggi coltiva. A conclusione, ancora la musica di Peppe Apice e Los djs Timberos.
Il palco del Chi Ama Chiama si trasformerà poi, domenica sera 07 luglio, in una passerella per la sfilata di abiti etnici della CPS(Comunità Promozione e Sviluppo); uno spazio importante sarà dedicato a “stabiesi stra-ORDINARI”, questo il premio che verrà assegnato a cittadini stabiesi, che sono stati capaci nella ferialità, nell’ordinarietà dei loro giorni, di compiere gesti straordinari, tali da operare risvolti significativi nella vita della comunità e nella vita stessa di alcune persone.
Ma il centro attorno al quale ruota la seconda serata, e lo stesso Chi Ama Chiama, sarà l’Adorazione Eucaristica, presieduta dall’arcivescovo, Monsignor Francesco Alfano, punteggiata dalle coreografie di Raffaele Cava, la musica di Davide Zitoe la voce del soprano Rossella Vingiani.  
L’ironia e la vivacità dei giovani de “La tela bianca” e la presenza di Fabio Balsamo(dei the Jackal) , saranno una ventata d’aria fresca nella calura estiva, il sorriso sì, senza dimenticare l’impegno profondo e sincero per il sociale.
Intermezzi musicali saranno curati da Radio Tabor con la partecipazione del DJ Peppe Croce.
La serata poi, scivolerà via sulle note di Fabio Savarese
Ospiti della serata: il sindaco ing. Gaetano Cimmino, il Capitano di Fregata Ivan Savarese(comandante della Capitaneria di Castellammare di Stabia) e le autorità civili e militari. Non mancherà la presenza del mondo calcistico stabiese con la nostra amata squadra Juve Stabiache sarà rappresentata dal direttore generale Clemente Filippied alcuni giocatori.
Tutto l’happening 2019, sarà “condito” dalla presenza di una attrezzata area fooddove saranno preparati e serviti esclusivamente cibi “Slow Food”. La lumachina rossa, famosa in tutto il mondo, simbolo della filosofia del “buono, pulito e giusto” nell’ambito del food & beverage, ben si sposa con quanto espresso dagli orientamenti pastorali riguardo al rispetto dell’ambiente, e quindi, tutela della biodiversità e sostenibilità ambientale, pienamente abbracciati dall’associazione, che, tra l’altro, preannuncia una due-giorni Plastic-Free, aderendo appieno agli impegni del Regolamento Plastic Free del CSV(Centro di Servizio per il Volontariato) e alla campagna “#iosonosmbiente” del Ministero dell’Ambiente. E allora, non resta che spiegare le vele e partire! CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK


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Cultura e storia a Pimonte: in scena “Lo Scudo di Teia”. Evento il 4 e 5 settembre presso il Castrum Pini

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Pimonte

Lo spettacolo teatrale “Lo Scudo di Teia” è stato presentato in conferenza stampa presso la biblioteca del “Centro di Cultura e Storia Amalfitana” il 30 agosto. “Lo Scudo di Teia” è lo spettacolo teatrale che andrà in scena a Pimonte il 4 e 5 settembre 2021 presso il Castrum Pini. L’evento è nato da un’idea di Lucia Somma, presidente del Consiglio Comunale di Pimonte nonché delegata alla Cultura, che ha visto la luce grazie alla regia di Gabriele Saurio e ai testi scritti da Francesco Rivieccio. La splendida chiesa di Santa Maria di Pino farà da palcoscenico a due serate uniche, che sono state presentate ad Amalfi, presso la biblioteca del “Centro di Cultura e Storia Amalfitana”.

“Sono estremamente soddisfatta della proficua collaborazione istituzionale creata attorno a quest’evento – afferma Lucia Somma – Sono convinta che solo con una forte sinergia tra entri, oltre che tra i Comuni che un tempo formavano il Ducato di Amalfi è possibile rilanciare tutta l’area, soprattutto le splendide zone interne, ancora poco conosciute a livello nazionale ed internazionale. Il turismo è linfa vitale per i Monti Lattari così come per la Costiera amalfitana e lavorando assieme, con particolare attenzione alla Cultura, sarà possibile raggiungere gli obiettivi di crescita che ci siamo prefissati. Questo è solo il primo di una serie di eventi che segnano una nuova fase di rilancio per il nostro Comune. Voglio ringraziare personalmente, per la partecipazione e il contributo dato all’iniziativa, il sindaco di Amalfi, Daniele Milano, il presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari, Tristano Dello Ioio, Domenico Camardo, archeologo del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, l’Assessore all’Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune di Pimonte, Anna Ospizio, e il regista Gabriele Saurio”.

“Lo scudo di Teia” è il racconto di una singola battaglia, immaginata e vissuta dalla parte dei protagonisti, rintanati nei loro accampamenti; il racconto della debolezza degli eroi che l’hanno combattuta, il racconto d’una battaglia già persa, che approfondisce ed evidenzia molto più gli stati d’animo dei personaggi, piuttosto che le strategie” spiega il regista Gabriele Saurio. “I Monti Lattari e il fiume Sarno diventano così teatro di guerra, una guerra raccontata nel testo non solo dai suoi protagonisti diretti, ma anche da un coro formato da sole donne composto da madri, mogli e figlie, metafora di chi non combatte, di chi sopravvive e di chi aspetta invano, ma che ha l’obbligo di raccontare per ricordare e tramandare. Una pagina di storia, una pagina dell’Italia e del nostro popolo scritta all’ombra di quei monti che ancora oggi la custodiscono” conclude il regista.

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