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Cronaca

Caso Consip, Scafarto prosciolto: “Io non avevo nulla contro Renzi”

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Gianpalo-Scafarto

Quello attribuito all’ufficiale dell’Arma Gianpaolo Scafarto, assessore del comune di Castellammare di Stabia, “si tratta di errore sicuramente involontario, presumibilmente dovuto a una omessa correzione dell’informativa al momento della sua ultima stesura a meno di non voler attribuire all’imputato comportamenti del tutto illogici e anzi ‘schizofrenici'”. Così scrive il giudice di Roma, Clementina Forleo, nella sentenza di proscioglimento dello stesso Scafarto e del suo collega Alessandro Sessa. Stando alle accuse dei pm della Capitale – si ricorda – Scafarto, avrebbe redatto un’informativa “alterata” con l’obbiettivo di “arrestare” Tiziano Renzi. Nelle carte la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” viene attribuita all’imprenditore napoletano, Alfredo Romeo, quando invece a parlare è l’ex deputato di An, Italo Bocchino. In un altro passo della sentenza, di 24 pagine, il giudice Forleo aggiunge: “Se Scafarto avesse comunque voluto “inchiodare” Renzi avrebbe sicuramente avuto gioco facile nella correzione dell’errore che era stato da altri compiuto e non avrebbe ripetutamente sollecitato tutti i suoi collaboratori a risentire le conversazioni, a chiedere di eventuali incontri tra Tiziano e Romeo e soprattutto a invitare tutti i predetti a una rilettura dell’informativa, evidentemente finalizzata a scongiurare errori”. “Io – commenta l’assessore – non ho taroccato nessuna informativa su Tiziano Renzi. Non avevo nulla contro di lui” ma “chi ha avvertito Tiziano Renzi che aveva il telefono sotto controllo?”. Così Gianpaolo Scafarto parlava all’inizio del 2018 dopo esser finito al centro dell’inchiesta Consip per presunti tentativi di depistaggio. Oggi la gup Clementina Forleo gli dà ragione e il carabiniere viene prosciolto da tutte le accuse insieme al suo ex superiore, Alessandro Sessa, finito nell’inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione. Secondo la giudice, Scafarto non ha commesso depistaggio, né falsi o rivelazioni del segreto di ufficio.”Trattasi di errore sicuramente involontario – scrive Forleo in riferimento all’informativa su Tiziano Renzi che, secondo le accuse, era stata ‘taroccata’ per incastrare il padre dell’ex premier – presumibilmente dovuto a una omessa correzione dell’informativa al momento della sua ultima stesura a meno di non voler attribuire all’imputato comportamenti del tutto illogici e anzi ‘schizofrenici'”. Scafarto lascia il tribunale visibilmente commosso: “Sono contentissimo, perché c’è finalmente la parola fine su questa vicenda – dice – Oggi è un giorno bellissimo, sin dal principio mi sono dichiarato estraneo a questa vicenda. Non guardo dietro, ma solo avanti”. Scafarto era accusato di aver alterato in più punti l’informativa su Tiziano Renzi ed era indagato con l’ufficiale Alessandro Sessa di depistaggio per aver, secondo la procura, cancellato alcune chat considerate utili dagli inquirenti. La procura fa sapere che ricorrerà contro la decisione del tribunale. Arriva anche il commento del sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, che sui social scrive: “Sin dal giorno della nomina, quando ho conferito l’incarico di assessore a Gianpaolo, non ho mai avuto dubbi ma ho atteso pazientemente, fiducioso nella decisione che è stata presa oggi dal giudice per le udienze preliminari.Scafarto da oggi lavorerà con ancora maggiore serenità per la sua città, portando avanti i progetti su sicurezza e legalità senza più fermarsi”. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

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