La fiera degli affidi diretti, una sorta di "gioco delle tre carte", a dirla con il capogruppo del Pd Francesco Iovino. Non si ferma la valanga degli affidamenti, raggiungendo i picchi più alti per il cartellone di eventi, mentre è sotto gli occhi di tutti il flop di partecipazione a tali iniziative.
Il Pd continua a battere il ferro finché è caldo, con il capogruppo Iovino: "Avevamo colto nel segno. Si sono visti smascherati e cosa hanno pensato bene di fare?Cambiare procedura. L’hanno pensata bene, ma delle volte il rimedio potrebbe diventare più pericoloso del virus... Invece di affidarli direttamente scelgono di invitare tre ditte, e quando non ci riescono a trovarle, scendono sotto soglia dei 5mila euro per evitare il mercato della pubblica amministrazione ed il gioco è fatto. Bravi, bene, bis anche tris per la verità perché in questo gioco dei tre competitor non è dato sapere chi sono gli altri due oltre la ditta vincitrice.
Dal Mercante in fiera siamo passati al gioco delle tre carte. Si vedano le determine DSG N. 2699/2019, 2698/2019 e 2688/2019 pubblicate oggi. Eppure, nella relazione istruttoria, nella determina successiva,avrebbe dovuto esserci traccia di tutte le ditte. Ma non solo! Con quale criterio vengo scelte le tre ditte, su quali parametri. La trasparenza vorrebbe che le ditte fossero sorteggiate, così come previsto dal sistema elettronico, ma ovviamente, come a chi gioca con le tre carte, non vi è traccia della procedura seguita. Non ci piace rimestare nel torbido, tuttavia non ci piace nemmeno essere presi per i fondelli. Vi monitoriamo costantemente, notte e giorno. Ne abbiamo fatto una missione. Voi pubblicate una determina e noi subito vi sgamiamo l’inganno. State attenti, la misura è più che colma".