Politica
Fincantieri chiude con ferie forzate, collettivo Fim-Cisl tuona: “Serve la cassa integrazione”
“I lavoratori non meritano questo”. Il collettivo Fim-Cisl tuona subito dopo la notizia della chiusura degli stabilimenti Fincantieri, con ferie forzate. Parla di una decisione “unilaterale” dell’azienda, senza la dovuta concertazione e senza tener conto “degli ammortizzatori sociali”. “Il virus ha creato la più grande emergenza nazionale dal dopoguerra – si legge in un documento dalla Fim-Cisl – I lavoratori di Stabia sono rimasti al loro posto! In fabbrica per senso di responsabilità e appartenenza al nostro cantiere! Avevamo già segnalato la necessità di trovare soluzioni alternative laddove vi fosse stata l’acuirsi dell’emergenza
Ci auspicavamo una mediazione con un punto d’incontro tra le parti. Così non è stato. L’azienda in maniera unilaterale ha deciso di sospendere l’attività lavorativa con il ricorso alle ferie collettive, non rispettando i lavoratori che andranno in affanno con le ferie è rimanere sempre sotto ricatto dell’azienda, quanto sarebbe stato giusto e doveroso ricorrere all’uso degli ammortizzatori sociali stanziati dal governo! A pagare saranno solo i lavoratori, non è giusto” prosegue il collettivo Fim-Cisl.
E ancora: “E se la situazione dovesse prodigarsi come si procederà? Con quali criteri e quali scelte? Fincantieri sia saggia, riapra il tavolo delle trattative con la richiesta di Cassa Integrazione per tutti i lavoratori, perché le scelte senza il consenso dei lavoratori sono sempre scelte sbagliate e controproducenti, come ci insegna la storia delle relazioni sindacali del nostro paese”. La Cisl conclude dicendo “no alle ferie collettive forzate, sì ad ammortizzatori sociali”.
Daniele Di Martino

