Calcio
Juve Stabia, capitan Mastalli si racconta: “Mister Caserta un maestro”
Il centrocampista e capitano della Juve Stabia è stato intervistato tramite Instagram dal collega della Gazzetta dello Sport, Nicolò Schira. Tantissimi i temi affrontati, il primo, ovviamente, è stato il periodo che tutto il mondo sta affrontando: “Sto bene ed è la cosa più importante, dispiace vivere una situazione così dura è surreale per il nostro paese. Io sto vicino a Pompei da solo, la famiglia è lontana. Come passo le giornate? Sono mattiniero, mi sveglio tutte i giorni alle 7.30. Poi alle 9.30-10 abbiamo allenamento via Skype”.
Piccolo riferimento suoi suoi hobby: “Amo leggere e disegnare, mi piacciono tantissimo i cartoni animati della Disney. Il mio preferito è il Re Leone. Mi sono tatuato sul braccio anche il motto Hakuna Matata”.
Non poteva mancare un passaggio su suo padre Ennio, primo grande idolo del giovane Alessandro: “Papà è stato il mio primo modello e maestro. Fin da subito mi sono ispirato a lui, che mi ha trasmesso la passione per il calcio. Mi ha sempre lasciato libero di scegliere, sono orgoglioso del fatto che non mi abbia indirizzato nè fatto pressioni. Mi dava consigli, stando nel suo e ammiro molto questo modo di essere di papà”.
Importante per la sua carriera è stato senza dubbio Filippo Inzaghi, attuale allebatore del Benevento: “Era il suo primo anno da allenatore con noi agli Allievi Nazionali del Milan. Vedere un grande campione come lui allenarci è stata una grandissima emozione. Penso sia stata una delle mie fortune più grandi avere Pippo Inzaghi come allenatore. Devo ringraziarlo molto per i valori umani e i valori calcistici che mi ha trasmesso. Mi ha nominato capitano in Primavera, abbiamo vinto il Viareggio e sono felicissimo di quanto stia facendo a Benevento. Gli auguro il meglio”.
Ma non solo, anche Cristian Brocchi è stato fondamentale per lui: “Dal punto di vista umano è stato fondamentale per noi in Primavera. Ci ha accompagnato verso il calcio professionistico. Poi da centrocampista mi ha insegnato tanto. Non mollava mai, cercava di migliorare ogni piccolo dettaglio. Sono stato fortunato perché ho potuto chiederli tanti consigli”.
Il debutto in A, ricordo indelebile per il capitano gialloblu’: “Il coronamento di un sogno. Debuttare in Serie A con la maglia del Milan e farlo nello stadio più bello d’Italia come San Siro resta una emozione indescrivibile. Ancora oggi mi vengono i brividi se ci ripenso. Ho la pelle d’oca, mi tremavano le gambe nel momento in cui stavo per entrare in campo. C’era Pippo Inzaghi in panchina e a lui mi lega anche il ricordo dell’esordio in A”.
I suoi mentori in quel Milan: “C’erano tanti campioni in quel Milan. Pazzini mi riempiva di consigli. Anche Poli con il quale siamo rimasti in contatto in questi anni. L’anno di Allegri invece Prince Boateng mi stava vicino e coccolava ogni volta che salivo in Prima Squadra”.
Gli amici Cristante e Petagna: “Con Bryan non abbiamo giocato tanto, perché era già salito in Prima Squadra. Un giocatore formidabile. Con Andrea abbiamo vinto insieme il Viareggio. Faceva reparto da solo in attacco, si vedeva già che avrebbe fatto carriera”.
Il rapporto speciale con Gigio Donnarumma: “Si può dire che l’ho cresciuto io in Primavera. Era già un fenomeno, ma sono orgoglioso di averlo aiutato a inserirsi in squadra visto che era giovanissimo. Ogni tanto lo sento, visto che è di Castellammare e mi ha dato dei consigli. Non vedeva l’ora che portassi la Juve Stabia in B, l’anno scorso dopo la promozione mi ha mandato subito un messaggio. Sta diventando una icona del Milan e del calcio italiano, sono orgoglioso di lui”.
La grande amicizia con Cutrone: “Siamo grandi amici, quando eravamo in convitto ci trovavamo sempre in sala Ping Pong per sfide all’ultimo sangue. Vincevo quasi sempre io, anche se lui dice il contrario. Quando perdeva cercava sempre di allungare la partita. Non ci stava a perdere…”.
L’esperienza in Svizzera al Lugano: “Volevo fare una esperienza all’estero, per questo ho scelto la Svizzera invece che andare in prestito in B in Italia. Zeman? Non è scattato il feeling giusto. Lo ringrazio per i famosi gradoni in allenamento che mi hanno irrobustito a livello fisico. Le persone che mi dovevano dare una mano non l’hanno fatto. Mi aveva detto delle cose che poi non sono state mantenute…”.
Passaggio alla Juve Stabia: “Il presidente Manniello mi ha voluto fortemente, trasmettendomi la sua passione per i colori gialloblù. Voleva che scegliessi la Juve Stabia a tutti i costi. È scoppiato subito l’amore tra me e Castellammare. All’inizio ho avuto qualche difficoltà, dopodiché è stato tutto un crescendo. Dico grazie ai tifosi che non mi hanno mai fatto mancare il loro sostegno e supporto. La promozione in B rimarrà per sempre impressa nel mio cuore. Ho ancora in testa l’attesa per il fischio finale dell’arbitro contro il Trapani il giorno della promozione. Abbiamo scritto la storia”.
Mastalli, da quando ha iniziato a indossare la fascia di capitano delle Vespe, è diventato il più giovane capitano del calcio italiano: “Portare la fascia da capitano a 21 anni non è cosa da tutti i giorni. Indossarla con compagni di 10-12 anni più grandi, fa capire la fiducia che tutti avvertono nei tuoi confronti. È stata una grande soddisfazione oltre che una responsabilità importante”.
Gli insegnamenti di mister Caserta: “Fabio è stato un grande giocatore. Col mister sto prendendo tanto, da lui posso solo imparare. Fin dal mio arrivo c’è stato subito un bel feeling tra noi, facevamo anche le partitelle d’allenamento insieme”.
L’amore Margherita: “Da più di un anno ci siamo fidanzati. È la donna della mia vita, sarà la mia futura sposa. Matrimonio? Sono scaramantico, la data c’è già ma non la dico. Sarà nell’estate 2021. Il giorno dipenderà dalle partite e dai playoff. Lei mi ha conquistato per la sua bellezza, per il carattere e la donna matura che è nonostante la giovane età. A gennaio le ho fatto la proposta di matrimonio, perché avevo capito che era la persona giusta. Avere affianco la donna della tua vita che ti aiuta e sostiene è fondamentale”.
I sogni dell’estate 2021: “Matrimonio e Serie A ci metti la firma? Sarebbe bello…”.
La sua musica: “Ascolto un po’ tutti i generi. Prima di ogni partita ascolto sempre Tu Corri dei Gemelli Diversi. Mi ci rivedo molto nel testo di quella canzone”.
Il gol più bello: “Scelgo quello segnato al Lecce al Via del Mare. Il più importante quello della vittoria nel derby contro la Casertana. Non male anche quello al Francavilla”.
I suoi idoli: “Ne ho avuti sempre due Iniesta e Fabregas”.
I cori della gente di Castellammare: “Il più bello che mi hanno fatto è ovviamente C’è solo un capitano!”.
Il bar preferito in città: “Il più buono quello del Bar degli Amici da Vincenzo”.
Manca pochissimo al suo rientro in campo, virus permettendo: “Nella negatività dello stop forzato causa Coronavirus sto sfruttando il tempo a disposizione per guarire e rientrare al meglio se e quando si giocherà. Intanto lavoro al massimo per recuperare dal grave infortunio al ginocchio”.
Gli avversari più forti affrontati: “D’Angelo e Castaldo come calciatori, mentre come squadra scelgo il Lecce di Liverani”.
Il siparietto con Sebastiano Esposito:“Suo fratello Francesco Pio è un grande tifoso. Gli ho regalato la mia maglia visto che tifosissimo”. A quel punto interviene in diretta Sebastiano chiedendo una maglia anche per lui: “Volentieri, mi farebbe piacere scambiare la maglia con Seba”. Con la regia di Nicolò Schira i due si promettono di scambiarsi le maglie. Dopodiché Esposito chiude il siparietto sfidando tutti alla PlayStation al coro di Forza Vespe.
I modelli da seguire: “Mi piace tanto Casemiro. Zielinski? Ringrazio chi mi ha paragonato a lui, il polacco è un grande giocatore”.
Infine pensiero sul suo compagno di squadra Calò: “Sta facendo veramente bene, è esploso. Giacomo è davvero forte, non a caso il Genoa l’ha già acquistato. Spero che continui così e di giocare presto di nuovo con lui”.

