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Buoni spesa, 100 euro per ogni componente familiare. Ma gli uffici sono in ritardo
Nei comuni limitrofi il bando dei buoni spesa è già operativo. A Castellammare la burocrazia sembra aver preso il sopravvento. Eppure le direttive il sindaco Gaetano Cimmino le ha già indicate agli uffici competenti ormai da due giorni. In ogni caso sembra in dirittura d’arrivo l’avviso pubblico che consentirà agli stabiesi indigenti di poter usufruire di buoni spesa, in virtù di un trasferimento da oltre 500mila euro all’ente di Palazzo Farnese e proveniente dal governo, in seguito al decreto di Conte che ha stanziato 400 milioni di euro per tutto il Paese.
In ogni caso l’amministrazione ha individuato i criteri. Innanzitutto i buoni spesa saranno cartacei e individuali, ma si attende l’adesione degli esercizi commerciali a tale iniziativa. Spetterà poi al settore delle politiche sociali individuare i nuclei familiari in difficoltà, sulla scorta di un censimento – si spera – già effettuato in precedenza. E comunque i destinatari non devono essere già assegnatari di sostegno pubblico, si devono considerare invece i nuclei familiari più esposti alla crisi, come ad esempio lavoratori o commercianti che non hanno più fonti di guadagno e versano in condizioni economiche precarie. Un duro lavoro, per carità, che però andrebbe concluso in tempi rapidi, considerate le proteste giornaliere che raggiungono Palazzo Farnese da parte di cittadini già stremati dalla crisi.
Il buono spesa ha l’obiettivo di coprire due settimane di necessari beni alimentari o di prima necessità. Sarà quindi assegnata una cifra di 100 euro per ogni nucleo familiare, fino a tre componenti. Superata questa soglia si aggiungerà 50 euro per ogni componente familiare. I criteri potranno, però, essere aggiornati anche successivamente, secondo le esigenze.

