Cronaca
Ex Cirio, Cesaro si difende Pentangelo pure e si autosospende dalle commissioni alla Camera: «Non parteciperò ai lavori»
Castellammare di Stabia. Si difendono i due parlamentari, Luigi Cesaro Senatore e Antonio Pentangelo Deputato, che questa mattina si sono visti notificare un atto di conclusione indagine e la richiesta di autorizzazione a procedere nei loro confronti con l’accusa di corruzione sulla vicenda Riqualificazione Ex Cirio insieme ad altre sette persone tutte destinatarie di una misura cautelare. I fatti si riferiscono al 2015 quando Pentangelo era Presidente Facente Funzioni della Provincia di Napoli. La procura contesta al deputato di aver ricevuto un Rolex in occasione del suo compleanno. Cesaro, invece, sarebbe tirato in ballo con un’intercettazione con riferimento a 10mila euro in occasione di una campagna elettorale.
Non solo forza Italia ma anche il Pd vede un esponente indagato. Si tratta di Mario Casillo, attuale capogruppo Pd in Regione Campania, che dovrà rispondere di traffico di influenze. L’esponente dem regionale si dice «tranquillo per la vicenda. Sono indagato, so che può accadere in un’esperienza politica e sono tranquillo». Si dice invece estraneo ai fatti il Senatore Cesaro, eletto nel 2009 presidente della Provincia di Napoli. «Apprendo – dice l’esponente di Palazzo Madama – dell’iniziativa della procura di Torre Annunziata e, confermando la mia fiducia nella magistratura, auspico che mi sia data in tempi stretti la possibilità di chiarire la mia totale estraneità alle vicende e ai fatti contestati, al pari di quanto accaduto in passato su vicende nelle quali sono stato ingiustamente coinvolto come gli esiti successivi hanno confermato». Anche il deputato Pentangelo, nel sostenere la sua innocenza ai fatti contestati, si dice fiducioso per un esito positivo della vicenda e annuncia di non partecipare ai lavori delle commissioni parlamentari. Pentangelo è infatti anche membro della Commissione Parlamentare Antimafia ed i colleghi pentastellati ne hanno chiesto le dimissioni tra cui lo stesso presidente Nicola Morra: «Chiedo che il deputato Antonio Pentangelo faccia immediatamente un passo indietro dalla commissione Antimafia, quantomeno in attesa degli sviluppi della vicenda. Non si può e non si deve in alcuna maniera infangare l’onorabilità della commissione». «Resto esterrefatto nell’apprendere la notizia di un mio paventato coinvolgimento in ipotesi di reato per una vicenda della quale viene fornita, per la mia posizione, una ricostruzione totalmente distante dalla realtà Ho sempre agito – dice Pentangelo – da sindaco prima, da presidente della provincia di Napoli facente funzione poi ed oggi da parlamentare, nell’assoluto rispetto della legge e tutti gli atti da me compiuti sono stati sempre ed esclusivamente finalizzati al perseguimento del pubblico interesse e ciò mi rende sereno e fiducioso anche in questo caso. Nutrendo, per formazione personale e per tradizione familiare, profondo rispetto per le istituzioni, continuerò a svolgere il mio ruolo come è giusto che sia ma non parteciperò ai lavori di commissioni nelle quali ho l’onore di sedere in attesa di chiarire la mia posizione prima possibile». emidav

