Cronaca
Un’idea per la linea Castellammare – Gragnano: “Binari senza tempo”
L’AEC rilancia con forza il dossier della linea Campana Gragnano Castellammare di Stabia – e chiede di cambiare rotta sul futuro della linea ferroviaria, inserendola nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS e tra le ferrovie turistiche previste dalla legge n. 128 del 9 agosto 2017. Una proposta che riapre il confronto sul destino di un’infrastruttura sospesa da anni, tra mobilità sostenibile, pendolarismo, sviluppo turistico e contrasto all’inquinamento automobilistico. Per AEC, abbandonare definitivamente quei chilometri significherebbe rinunciare a un patrimonio pubblico che potrebbe ancora diventare una risorsa strategica per il futuro di Gragnano
La ferrovia di Gragnano (Napoli) non è soltanto una linea dismessa: è un pezzo di storia italiana. È il binario che, dal 1885, collegava Gragnano a Torre Annunziata e al porto di Castellammare di Stabia, permettendo alla città della pasta di spedire nel mondo un prodotto che sarebbe diventato simbolo del Made in Italy. Oggi, però, quel binario rischia di sparire del tutto: il Ministero delle Infrastrutture ha autorizzato la rimozione dei binari, cancellando un’infrastruttura che ha costruito un’economia, un’identità e un racconto globale.
La storia ferroviaria
La linea nasce nell’Ottocento come ultimo tassello di una rete che portava il grano a Gragnano e la pasta verso Napoli e i mercati esteri.
– Nel 1896, pubblicazioni americane già citavano le imprese esportatrici gragnanesi.
– Nel 1913, il 60% dell’export italiano di pasta partiva dalla provincia di Napoli, in particolare dall’asse Gragnano–Torre Annunziata.
La ferrovia non era folclore: era la spina dorsale di un sistema produttivo che coinvolgeva mulini, pastifici, famiglie, commercianti. Via Roma stessa era stata progettata come un gigantesco essiccatoio naturale.
La situazione attuale
Oggi i binari sono abbandonati, coperti dalla vegetazione, e la Regione Campania ha avviato un processo di riconversione della linea.
Due scenari si sono alternati negli ultimi anni:
– Bus Rapid Transit (BRT): la Regione ha chiesto di trasformare la sede ferroviaria in una corsia dedicata per autobus elettrici.
– Tram leggero elettrico: successivamente, una conferenza di servizi ha approvato un progetto che prevede tram a batteria, pista ciclopedonale e recupero dei ponti esistenti.
In entrambi i casi, la ferrovia storica verrebbe cancellata, e con essa i binari che hanno fatto la storia industriale di Gragnano.
Conclusione
Togliere i binari della linea di Gragnano significa togliere un pezzo di storia che potrebbe ancora generare futuro, cultura, turismo, lavoro.
In un’epoca in cui si riscoprono le ferrovie storiche come strumenti di pace, lentezza e bellezza, Gragnano rischia di perdere proprio ciò che potrebbe rilanciarla nel mondo.
L’AEC chiede di cambiare rotta sul futuro della linea, inserendola nel progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS e tra le ferrovie turistiche previste dalla legge n. 128 del 9 agosto 2017 ( da riaprire per i treni storici a fini turistici)

