Cronaca
Inchiesta Olimpo 3, i parlamentari in attesa del Riesame. Nuova indagine per Cesaro
I deputati Pentangelo e Cesaro in attesa della decisione del Riesame dopo il ricorso. Intanto Cesaro risulta indagato in un’altra inchiesta
Castellammare di Stabia. Anche i deputati Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro, rispettivamente deputato e senatore, hanno presentato ricorso al riesame all’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Torre Annunziata nell’ambito dell’inchiesta sulla riqualificazione dell’ex area industriale Cirio ed attendono la sentenza. Intanto il Senatore Cesaro risulta tra gli indagati, insieme ai fratelli destinatari di una misura cautelare, per un’altra indagine su presunti legami tra Camorra e Politica a Sant’Antimo, città di origine del Senatore.
I deputati, la cui posizione è anche al vaglio delle rispettive Giunte per le autorizzazioni a procedere delle camere di appartenenza che sono in stand-by visto il ricorso presentato dalle difese, sono accusati concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Rolex e denaro contante per i parlamentari Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro che all’epoca dei fatti, prima del 2012, ricoprivano ruoli di governo Provinciale. E’ questo, secondo quanto emerge dalle indagini, il prezzo che ha dovuto sostenere l’imprenditore Adolfo Greco per ricevere tutti i permessi e le autorizzazioni necessarie alla realizzazione della riqualificazione dell’ex area industriale Cirio. Ma non solo le indagini hanno consentito di accertare che il commissario Biondi era legato da uno stretto rapporto personale e professionale a Cesaro Luigi e al figlio con cui Biondi condivideva lo studio professionale. Quale corrispettivo di tale nomina pilotata, Greco Adolfo e Polese Tobia corrispondevano: a Pentangelo Antonio un orologio marca Rolex di ingente valore economico ed a Cesaro Luigi la somma in contanti di euro 10.000. Il Tribunale delle Libertà si è già espresso la scorsa settimana su tutti gli altri indagati annullando la misura cautelare: «le intercettazioni sono inutilizzabili e le misure cautelari non erano pertanto necessarie» questa sarebbe la motivazione che ha portato all’annullamento di tutti i provvedimenti cautelari. Non è da escludere che si proceda sulla stessa lunghezza d’onda dei provvedimenti già emessi annullando l’ordinanza anche per i due deputati.
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