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Lo Squalo è tornato: i suoi gol per la salvezza della Juve Stabia

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L’uomo più importante della Juve Stabia è tornato a mordere. Era in letargo, ma adesso è pronto a mostrare denti e pinna. Le Vespe per salvarsi hanno una sola opportunità: aggrapparsi ai gol dello Squalo Francesco Forte

E’ tornato lo Squalo. Nel mare di Castellammare di Stabia è stata, finalmente, riavvistata quella pinna di colore giallo e blu. No, non è una specie nuova di mammifero che popola gli oceani del mondo, non vi allarmate. E’ semplicemente ritornato a mordere Francesco Forte. Due gol consecutivi per il bomber stabiese che sale a quota 15 reti in campionato, a poche lunghezza dalla cima della classifica marcatori di Serie B.

E’ tornato a fare gol, la cosa che più gli riesce meglio su un campo di calcio. Già a Salerno aveva mostrato i denti, affilati e lunghi, pronti ad azzannare la vittima. Ma se a Salerno quel fantastico gol, da vero predatore delle aree di rigore, non ha portato nemmeno un punto, il rigore messo a segno contro l’Entella due giorni fa ha fatto muovere nuovamente la classifica della Juve Stabia. Prima di questo gol pesante, già contro la Salernitana, Francesco Forte ha mostrato e dimostrato di essere un giocatore con gli attributi, uno di quegli uomini che un allenatore vorrebbe sempre in squadra. Segna il gol del pareggio (un punto a Salerno sarebbe stato oro in ogni caso) ma con rabbia allontana tutti i suoi compagni, come per dire: “Cosa esultate? Dobbiamo vincere”. Una scena forte, una scena emotivamente importante. E da quel momento che, forse, Forte è tornato.

Perché poi, come dicevamo sopra, contro l’Entella oltre la solita corsa, il solito impegno, segna nuovamente, seppur dal dischetto. Mica era facile segnare dagli undici metri? In questo momento nella Castellammare calcistica nulla pare semplice, nemmeno un’occasione a porta vuota sarebbe così scontata. Però, su quel dischetto infuocato, ci va un animale. Potente, centrale, gol. Probabilmente nessun altro avrebbe potuto calciare quel rigore così importante, solo Forte. E poi vogliamo parlare dell’esultanza con mister Caserta? Dopo che la rete si è gonfiata, lo Squalo si dirige subito dal suo allenatore. Lo abbraccia. Lo stringe. Gli strappa la polo. Ma è un segnale anche questo. La squadra è con lui, e dopo una prestazione mediocre (ennesima di questo maledetto periodo) ripartire dai gol di Forte e dalle sue feroci esultanze è d’obbligo. Francesco Forte è tornato a mordere, speriamo che da domani la Juve Stabia torni a respirare.


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Calcio

Juve Stabia, nostalgia canaglia: senza attaccante non si va da nessuna parte

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Juve Stabia, nostalgia canaglia: senza attaccante non si va da nessuna parte

La Juve Stabia ieri pomeriggio si è confrontata con la miglior formazione del girone C o addirittura di tutta al Serie C italiana, la Ternana. Una sconfitta contro una formazione del genere ci può tranquillamente stare. Sono superiori in tutto e questo va riconosciuto. Ma elogiare solo le qualità dell’avversario dopo un 3-0 non è del tutto giusto. Un’analisi completa va effettuata anche su cosa non è andato in casa Juve Stabia: atteggiamento iniziale, disattenzioni difensive e scarsissima produzione offensiva. Se su atteggiamento e fase difensiva possiamo soprassedere proprio per le qualità infinitamente superiori della Ternana, sull’ultimo punto non se ne può più.

Siamo ormai arrivati alla fine del girone di andata e questa squadra segna quanto una squadra che non deve retrocedere in serie D. C’è una mancanza clamorosa nel cuore dell’attacco gialloblu’. Basta con la solita frase: “Romero combatte e si impegna”. Innanzitutto perché non è del tutto vero. Non mettiamo in dubbio l’impegno del ragazzo ma il combattere in un campo di calcio è un’altra cosa. Sono pochi i contrasti di gioco, aerei e non, vinti dal numero 9 e stiamo parlando di un attaccante alto oltre due metri; sono pochi i palloni recuperati e smistati bene per i compagni in queste 17 partite disputate; sono pochi i gol, pochissimi. Quattro reti al netto di almeno 15 occasioni clamorose sprecate è un dato troppo negativo.

Ieri Romero è stato “sfortunato” per la traversa colpita. Ma se in un’occasione è sfortuna, in un’altra il portiere avversario compie miracoli e in un’altra ancora non è servito bene, il problema forse sarà proprio l’attaccante in questione. Non è un attacco personale al ragazzo, ma una semplice analisi di una situazione che va avanti da 6 mesi. Forse a Castellammare sono troppo abituati bene con la prima punta (ultima Francesco Forte, detto lo Squalo), ma lo spettacolo che sta andando in scena quest’anno è a tratti imbarazzante.

Perché, come abbiamo già sottolineato più volte, non è soltanto il numero di reti sbagliate il problema, ma anche e soprattutto la funzionalità del ragazzo. Un attaccante così strutturato sarebbe stato perfetto per il gioco di Padalino con le ali e le mezzali pronte ad inserirsi, ma evidentemente qualcosa è andato storto nel visionare le qualità di Romero. Non è l’uomo giusto per questa piazza, per questo sistema di gioco e forse per questa categoria. In serie C avere un attaccante di categoria, che non solo segni ma che ti faccia anche migliorare il gioco, è fondamentale (come Paponi due anni fa). Romero, in un intero girone di andata, non ha portato nulla alla causa. E’ un dato di fatto non una critica campata in aria.

C’è bisogno di una sterzata sotto questo punto di vista, perché se è vero che questa squadra potrebbe tranquillamente lottare per qualche posizione più nobile di un decimo posto, è anche vero che senza attaccante non si va da nessuna parte. Dal mercato di gennaio sarà quasi impossibile ricavare qualcosa di utile. In attesa di Cernigoi, la palla passa a Padalino. Un cambio di modulo, potrebbe essere la soluzione. Fantacci più vicino alla punta, ad esempio. Ma questo lo saprà certamente meglio di noi il mister. Fiduciosi che nel girone di ritorno qualcosa possa cambiare.

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