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Nuovo piano traffico, l’opposizione: “Basta fuggire dal confronto”

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Basta fuggire dal confronto. Questo in sintesi il monito lanciato dall’opposizione in consiglio comunale. La giunta Cimmino è pronta ad approvare il piano di mobilità urbano, senza però aver avviato un confronto con tutte le forze politiche (a parte quelle di maggioranza). «Urge un incontro sul piano di mobilità, aldilà degli annunci l’assessore convochi le forze politiche e apra un confronto sulla mobilità cittadina – scrivono in una nota Giovanni Nastelli, Andrea Di Martino, Tonino Scala e Francesco Iovino – Il Pum è uno strumento fondamentale per la nostra città e crediamo sia giunto la fase di istituire un confronto con le commissioni consiliari e con tutti i soggetti competenti per approfondire le tematiche con l’obiettivo di porre in atto misure e azioni efficaci nell’ottica di una mobilità sostenibile.
Dagli organi di stampa e in base ai feedback che ci giungono negli incontri preliminari effettuate con le associazioni sono emerse vari punti che non convincono del tutto i soggetti coinvolti.
C’è bisogno di certezze sull’efficacia di un provvedimento cui è vietato sbagliare; al momento le uniche certezze arrivano purtroppo da un biennio amministrativo in cui il traffico in città è aumentato, la sosta selvaggia vige quasi dappertutto e in alcune zone c’è un assoluta anarchia; a ciò va aggiunto la perdita dei fondi regionali per il bando di cofinanziamento per la realizzazione delle piste ciclabili che fa da contraltare alle affermazioni dell’assessore sulla questione green che solo tali rimangono.
Scafarto, se non ha già deciso in maniera autonoma con la sua maggioranza o con una parte di essa, apre il confronto anche con le forze di minoranza che si rendono disponibili sin da subito su un tema di fondamentale importanza per la nostra città e la sua popolazione».

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Politica

La consigliera De Simone al sindaco: “Assorbire gli ex termali per salvare il patrimonio. La sinistra ha fatto un disastro”

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Da ex termale e ora consigliera comunale, Annamria De Simone ripercorre tutte le tappe del “disastro Terme”. Con un documento, di cui ha già messo a conoscenza il sindaco Gaetano Cimmino, chiede l’applicazione di una norma che consentirebbe di assorbire gli ex lavoratori di Terme, non senza lanciare accuse al veleno per il “pianificato disastro del centrosinistra”.
La De Simone interviene dopo il pignoramento dei suoi ex colleghi (lei ha rinunciato in quanto sarebbe incompatibile con la carica di consigliere comunale), che in parole povere rischia di mandare la Sint in fallimento. Secondo la consigliera del gruppo Cimmino sindaco, tutto questo si sarebbe potuto evitare: “Il pignoramento dei beni immobiliari di Sint era nell’aria da tempo ed oggi si materializza all’esito di alcune scelte scellerate, che affondano le radici nel recente passato – scrive De Simone – Quando l’ex sindaco Nicola Cuomo, con la sua corte targata PD, ha decretato nel 2013 il fallimento delle Terme, l’amministratore unico di Sint Biagio Vanacore si prese carico della responsabilità di opporre il “gran rifiuto” alla riconsegna del compendio termale, da parte della Curatela fallimentare della fallita società Terme di Stabia, nell’agosto 2015. Un rifiuto che avviò il “sanguinoso contenzioso” con i lavoratori, che oggi, in attesa del pronunciamento della Cassazione, vede la Sint soccombente in Appello ed alla canna del gas. Giova ricordare che la Sint, in quanto società partecipata dell’ente comunale, è soggetta al controllo analogo, accertamento che non è mai stato attuato, con evidenti responsabilità da parte di quel centrosinistra che in quegli anni bui ha amministrato la città. Queste deficienze hanno determinato il cruento bagno di sangue a cui oggi stiamo assistendo, fino all’ultimo scriteriato atto targato PD, la delibera n.88 approvata il 27 Novembre del 2017 in consiglio comunale che teneva in piedi la partecipata nel disperato tentativo di rientrare nei requisiti della riforma Madia. Un’operazione che, di fatto, ha dato il via alla svendita del patrimonio immobiliare delle Terme, avviando quello che qualche “capobastone dem” oggi definisce il Black Friday dei beni di Sint, una svendita che, ironia della sorte, ebbe inizio con il suo voto favorevole proprio in una grigia e piovosa serata di quel nefasto lunedì”.
I dubi di Annamaria De Simone non risparmiano l’attuale gestione, affidata al commissario Sica: “In questo scenario, intanto, è subentrato nell’agosto 2018 il commissario liquidatore Vincenzo Sica, che ha cercato di ricomporre i cocci di una struttura ormai ridotta in mille pezzi dal centrosinistra stabiese. Un lavoro certosino, che tuttavia necessita di alcune riflessioni. L’avvocato di Sint ha chiesto la sospensiva della sentenza della Corte d’Appello in attesa del pronunciamento della Cassazione? Ma la proposta del concordato in bianco, inoltrata al Tribunale di Torre Annunziata, è stata forse concordata con il collegio sindacale di Sint? Due dubbi che, sono certa, Sica saprà prontamente sciogliere nei prossimi giorni, ma nelle more sarebbe preferibile che si aggiornasse sullo stato della liquidazione delle competenze dei lavoratori termali, visto che, a tutt’oggi, restano ancora creditori di ben diciassette mensilità mai percepite dalla ex-Terme di Stabia”.
Da qui la proposta avanzata al sindaco: “Sono certa che questa Amministrazione vorrà valutare con molta attenzione la possibilità di ricorrere, come da mia proposta avanzata in seno al gruppo consiliare di Cimmino Sindaco di Stabiae, all’ applicazione dell’art. 19 del d.lgs 175/2016, statuente che il personale impiegato in una società in house è assimilabile ad una mera articolazione interna dell’amministrazione controllante, che individua in quest’ultimo quale titolare in esclusiva del controllo analogo, auspicando che nel caso di specie si possa prevedere che gli ex-termali, oggi dipendenti Sint per sentenza, vengano riassorbiti dall’ente e che eventuali nuove assunzioni nell’Ente comunale siano possibili solo all’esito del loro completo riassorbimento. Operando in questa direzione sarà possibile tutelare questi lavoratori, bistrattati e offesi dal centrosinistra stabiese per troppi anni, integrando allo stesso tempo il personale dell’ente comunale, oggi sottodimensionato a causa delle conseguenze dei pensionamenti ai sensi della legge quota 100. E con loro, in un clima di rinnovata collaborazione, preservare in tal modo il patrimonio immobiliare del Solaro al fine di costruire il nuovo percorso di sviluppo del termalismo a Castellammare”.

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