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Cronaca

Coronavirus, il dramma degli operatori stagionali

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Emergenza nell’emergenza. Il coronavirus sta mietendo vittime da ormai 7 mesi o più. A marzo è stato dichiarato dalla Organizzazione mondiale della Sanità lo stato di Pandemia. Una parola che eravamo abituati a sentirla nei film o leggerla nei libri di storia, ma oggi è realtà. Purtroppo. Oltre alle vittime tra i contagiati dal virus ci sono altre vittime, quelle del dramma lavoro ed emergenza economica. In un territorio come il nostro, quello campano, che per oltre il 50 % vive di turismo il dramma lavoro è alto, immane. Un dramma che stanno vivendo anche i lavoratori stagionali. L’inizio del lockdown in Italia coincide con il perido in cui tutti i lavoratori del turismo riprendono a lavorare: le attività turistiche, balneari e non, riaprono e si preparano alla bella stagione. Purtroppo quest’anno non è andata così. A marzo, durante il lockdown c’è stato chi ha seguito costantemente i decreti del Governo e si è attivato proprio per assistere gli stagionali. Parliamo di Giulio Esposito. «Ho creato la pagina facebook per raccogliere tutte le esigenze degli stagionali- dice Giulio. Subito mi sono attivato per seguire da vicino le scelte del Governo mettendomi in contatto con alcuni politici, ma mai mi sarei aspettato una risonanza del genere». In effetti è stata un escalation di iscritti e richieste di “aiuto” e delucidazioni. «Quando il Governo ha cominciato a parlare dei bonus di 600 euro non aveva tenuto presente gli stagionali – dice Esposito. C’erano intere categorie lasciate indietro. Per non parlare poi dei problemi della cassa integrazione (che ci sono ancora oggi,ndr). Il cellulare squilla ancora oggi in continuazione. Mi chiedono consigli, indicazioni su come dover fare alcune domande ed altro». Giulio Esposito è un dipendente di un’azienda del trasporto marittimo che a giugno scorso è andato in pensione. Ha sempre cercato di risolvere problemi legati alla burocrazia nel mondo del lavoro. Anche in questo caso si è prodigato per aiutare chi non riusciva nemmeno a fare le domande di sussidio. «Gli aiuti del Governo ci sono stati e ci saranno – spiega Esposito – Ma le difficoltà che hanno incontrato le persone sono state tante. Durante il periodo di lockdown ho ricevuto telefonate fino all’una di notte. La mia soddisfazioe eprò è quella di vedere le persone felici e che abbiano fatto la scelta giusta seguendo le mie indicazioni sulla compilazione delle domande». Ormai quest’anno per molti è già andato, lavorativamente parlando, ma nel futuro degli stagionali e dei lavoratori a tempo determinato, Giulio Esposito vede nuove forme di sussidio: «Non sono un tecnico, ma leggendo le bozze e poi i decreti si è sempre avverato quello che ho previsto. La prima cosa – dice Esposito- è avere bene in mente che il Governo non ha intenzione di lasciare indietro nessuno e correre in aiuto delle famiglie in difficoltà. Ora, secondo la mia esperienza, posso dire che presto il Governo riuscirà a “traghettare” fino alla prossima primavera tutte le categorie che hanno avuto difficoltà lavorative quest’anno». Tra gli obiettivi di Esposito però c’è una modifica al Job act. «Con l’approvazione della legge sul job Act del Governo Renzi, gli stagionali si sono visti dimezzare il periodo contributivo maturato ai fini del contributo di disoccupazione. Mi spiego: prima del 2015 il periodo lavorativo veniva riconosciuto per intero. Oggi, invece, viene riconosciuto il 50%. In sostanza, per chi lavora due mesi (e sono tantissimi i lavoratori stagionali che lavorano soltanto 2 mesi e non tutta la stagione) gli viene riconosciuto ai fini della NaSpi soltanto un mese. Chiaro che l’assistenzialismo non porta da nessuna parte – spiega Esposito- ma nelle condizioni in cui ci troviamo, con un tasso di disoccupazione altissimo, sarebbe giusto apportare una modifica a questi parametri per poter così permettere un periodo di disoccupazione più lungo per i lavoratori stagionali». La preoccupazione per le condizioni economiche di tantissime famiglie della nostra zona sono tante, come lo spettro di un secondo lockdown, ma Giulio Esposito rimane fiducioso e continua incessantemente ad aiutare gli iscritti alla sua pagina. Sperando in una prossima primavera di rinascita per tutti, lasciandoci alle spalle questo periodo nero e funesto.

Cronaca

Museo di Stabiae: già 500 visitatori nel weekend

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Boom di visite nel primo weekend di apertura 

Castellammare di Stabia. Tutti pazzi per il museo archeologico di Stabiae “Libero d’Orsi” aperto ufficialmente in settimana che ha registrato un boom di visite nel suo primo weekend di apertura. Il museo, sito presso la Reggia di Quisisana, ha registrato nel fine settimana circa 500 visitatori.  All’interno sono contenuti diversi reperti provenienti dalle ville di stabiae che sono stati in questi anni in mostra in tutto il mondo. Il Museo è aperto tutti i giorni, eccetto il martedì, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, con un ticket di ingresso di 6,00 euro + 1,50 euro di prevendita online (ridotto 2,00 + 1,50 euro, gratis per gli under 18).

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