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Politica

Ascom, stop alla serrata: «Apertura al sindaco, ma servono correttivi alla Ztl»

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Stop alla serrata di sabato e apertura al sindaco per proporre modiche. Si tenta la strada della mediazione dopo le polemiche scatenate da nuovo piano traffico. Tema che ha infiammato l’opinione pubblica, generando lo scontro tra Comune e commercianti. E’ questa la posizione assunta dall’Ascom, annunciata in conferenza stampa, in seguito al consiglio direttivo di ieri sera.
«Non ha senso fare muro contro muro, qui non si tratta di decidere chi vince e chi perde. Deve vincere solo la città», è in sintesi quanto dichiarato da Jhonny De Meo insieme agli altri soci Confcommercio e all’associazione Piazza Attiva. «Lanciamo un segnale di apertura», ha proseguito il presidente dell’Ascom. Un invito, quindi, al sindaco Gaetano Cimmino e all’assessore Gianpaolo Scafarto a sedersi intorno a un tavolo. «Vogliamo proporre i nostri correttivi, perché così come è iniziato il piano di mobilità non va bene – ha spiegato De Meo – Abbiamo perso clienti e rischiamo di dare una mazzata al tessuto commerciale della città». L’Ascom è quindi pronta a fare proposte, attendendo il via libera del sindaco a sedersi intorno al tavolo di confronto, sotterrando a questo punto l’ascia di guerra.
In questa trattativa ha avuto un ruolo chiave Fratelli d’Italia, attraverso il commissario cittadino Michele Aprea, tra l’altro socio Ascom in quanto commerciante di lungo corso. E’ stato determinante proprio il mandato che l’associazione commercianti ha affidato, nel corso della riunione di ieri sera, ad Aprea per far partire le trattative.
Infatti, domani sera è prevista una riunione interpartitica al Comune: appuntamento alle 17.30 per discutere proprio del piano di mobilità, dopo la prima domenica di sperimentazione. Sarà proprio Fratelli d’Italia ha proporre la mediazione e quindi una tavolo di concertazione con l’Ascom. Da qui ci saranno proposte con correttivi.

Daniele Di Martino


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Politica

Rebus giunta, ora Esposito rischia l’addio. Ecco tutte le spine di Cimmino

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E’ un puzzle tutto da comporre. Le notizie che filtrano da Palazzo Farnese raccontano di un rimpasto di giunta bloccato dalle mancate dimissioni del presidente del consiglio. Una croce addosso a Vincenzo Ungaro, insomma. Ma la realtà dei fatti è ben più ampia.

Le questioni da risolvere sono diverse e rimettono in discussione le stesse riconferme degli attuali assessori. Fino a qualche ora fa, erano scontate le nomine di quattro dei sei delegati. E invece le sorprese sembrano dietro l’angolo. Soprattutto sul fronte politiche sociali, il cui assessore Antonella Esposito figurava nella lista dei riconfermati. Lo scenario sembra cambiato, anche perché la lista Solo per Castellammare non ha intenzione di «caricarsi» la Esposito e vuole puntare su un nuovo nome. Apriti cielo. Anche perché il sindaco Gaetano Cimmino punta molto sulla riconferma dell’attuale assessora.

Non è ancora certa nemmeno la riconferma di Gianpaolo Scafarto, almeno fino a quando non si risolve la questione della presidenza del consiglio comunale. Vincenzo Ungaro dopo le dimissioni potrebbe optare per un posto in giunta, così ad uscire dalla squadra di governo sarebbe sempre l’ex maggiore del Noe che ha indagato su Babbo Renzi.

Allo stato attuale Fulvio Calì diventerebbe l’assessore di riferimento della lista Cimmino Sindaco, mentre Stefania Amato sarebbe garantita da Forza Italia. Salgono sempre più le quotazioni di Amedeo Di Nardo, sempre in quota Forza Italia.

Alla Democrazia Cristiana è stato chiesto un nome femminile, in alternativa a quello del segretario Michele Sanzone. Fratelli d’Italia ha invece dato ampia scelta al sindaco con una lunga rosa di nomi.

Resta poi da risolvere il rebus presidenza del consiglio. Vincenzo Ungaro e il suo riferimento napoletano, Paolo Russo, hanno chiesto qualche ora di tempo per sciogliere la riserva, comunicandolo ufficialmente al primo cittadino durante un incontro a Palazzo Farnese. Ma l’impressione è che non sia determinante per la buona riuscita dell’operazione rimpasto. Ci sono anche altri scogli da superare e soprattutto nessuno è certo di essere riconfermato. Altrimenti non sarebbe un azzeramento. Ma solo un grande bluff.

Daniele Di Martino 

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