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Politica

Piano di mobilità, svolta al vertice di maggioranza. Dietrofront sui sensi di marcia, oggi incontro con l’Ascom

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Prima un vertice serale di maggioranza, oggi l’incontro tra il sindaco e l’Ascom. Eppur si muove. Il piano di mobilità, partito domenica scorsa, è destinato ormai a subire modifiche. I partiti di centrodestra, con particolari richieste di Fratelli d’Italia, hanno chiesto e ottenuto già il via libera al ripristino di alcuni sensi di marcia. Nella riunione di ieri sera, su pressioni del commissario cittadino del partito di Giorgia Meloni, Michele Aprea, il sindaco Gaetano Cimmino ha dato mandato all’architetto Russo (padre del piano di mobilità) di individuare, in tempi brevi e non oltre 3-4 giorni, nuove soluzioni per evitare l’ingolfamento del traffico. Al momento le Ztl non subiscono modifiche, ma già nel vertice di ieri è stato dato il via libera al ritorno dei vecchi sensi di marcia in via Marconi e vico San Vincenzo. Altre soluzioni proposte, poi, saranno al vaglio dei tecnici di Palazzo Farnese. Ci si aggiornerà quindi la prossima settimana e lì dovrebbero esserci soluzioni definitive per migliorare il piano.
Questo pomeriggio, alle ore 15, andrà in scena anche l’incontro tra il primo cittadino e l’Ascom, in seguito all’apertura dichiarata nel corso dell’ultima conferenza stampa dell’associazione commercianti. Anche gli esercenti stabiesi faranno delle proposte, molte delle quali coincidono con quelle già formulate da una parte della maggioranza. Sarà chiesta anche maggiore attenzione sui servizi dell’Eav, i cui autobus sembrerebbero puntuali ma con fermate sconosciute e orari ancora vecchi nei pressi delle poche pensiline esistenti. L’app per i parcheggi non è ancora attiva, compresi i varchi elettronici. C’è ancora tanto da fare.

Daniele Di Martino

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Politica

Diaspora in Forza Italia, Annarita Patriarca: “De Siano ha fallito, lasci il coordinamento”

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«Il presidente Silvio Berlusconi è stato chiaro: bisogna rinnovare. Riprendere il dialogo con la società civile e aprirsi al confronto con le forze produttive e propositive della società. E noi siamo d’accordo con lui: c’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli. Senza i distinguo e gli steccati che, in questi anni, hanno depotenziato il messaggio e la proposta politica di Forza Italia sul territorio». A dirlo è Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale.
«Il richiamo all’inclusione è di sicuro la strada maestra. Una inclusione vera, però, lontana da quel modello che, in questi anni, ha visto molti dirigenti azzurri abbandonare il nostro partito e trovare ospitalità altrove. Le ultime dichiarazioni del coordinatore regionale Domenico De Siano arrivano purtroppo in ritardo e finiscono per diventare un mea culpa per tutti gli errori gravi commessi. Chi ha resistito, nonostante un clima non inclusivo, lo ha fatto solo per amore di Forza Italia e perché profondamente convinto della visione liberale e democratica del nostro presidente, Silvio Berlusconi – ha continuato Patriarca –. Una visione che, in Campania, ha trovato lo sbarramento di una parte del partito che si è di fatto consegnata al disimpegno mortificando uno straordinario movimento politico di massa, fortemente radicato sul territorio».
«Sono stati allontanati non solo i più qualificati esponenti della società civile ma gli stessi quadri politici costretti a subire visioni miopi e chiuse che di politico non hanno nulla. E che poi, alla prova dei fatti, non hanno prodotto i risultati sperati. Compresi alcuni celebri e presunti “feudi” elettorali, dove, malgrado il potere esercitato in maniera così penetrante, i risultati alle urne sono stati tutt’altro che felici. Molti hanno lavorato in condizioni di difficoltà inspiegabili – ha continuato il capogruppo azzurro –, spesso osteggiati nella formazione delle liste per le regionali e per le amministrative. Riuscendo comunque ad evitare una debacle e mantenendo un risultato elettorale in linea con gli altri partiti alleati. Costoro, dunque, non possono in alcun modo essere considerati “nemici” essendosi, con sacrificio e impegno personali, fatti carico, al posto di altri, dell’onere di organizzare il partito per le competizioni elettorali».
«Chi guida un partito non impone mai le sue decisioni, ma le condivide con la base a maggior ragione se lo stesso non coltiva il rapporto con il territorio. E soprattutto non scade nell’invettiva personale nei confronti di chi, solo ed esclusivamente ai suoi occhi, può rappresentare una “minaccia”. Le argomentazioni politiche qualificano il politico che le dispiega. Quando si scende sul piano personale, ogni dialogo si interrompe».
«E, infine, una valutazione di carattere generale che in politica vale da sempre: chi perde resta in squadra ma cede il passo. Sia per propria dignità sia per dare la possibilità al partito di rigenerarsi e di offrire all’elettorato finalmente una valida alternativa. Non ammettere la sconfitta e restare inchiodati al proprio posto sono indici di debolezza. In questi casi sarebbe meglio rendersi disponibili al tanto auspicato rinnovamento. Il sen. De Siano, tenuto conto del suo ruolo istituzionale, può decidere di lasciare l’organizzazione del partito in Campania per dedicarsi all’attività parlamentare a Roma, in questi mesi di particolare impegno per il mondo politico. Dando così la possibilità a chi vuole davvero lavorare sul territorio di realizzare la visione liberale e democratica del nostro presidente Silvio Berlusconi».

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