Politica
Addio ai gettoni? Per i consiglieri comunali arriva lo stipendio…
Dai gettoni di presenza a un’indennità mensile di funzione: è la proposta che punta a cambiare il sistema di compenso dei consiglieri comunali. Un intervento che potrebbe riguardare migliaia di amministratori locali e che riapre il confronto sul ruolo, sulle responsabilità e sui costi della politica nei Comuni.
Potrebbe cambiare il modo in cui vengono remunerati i consiglieri comunali italiani. La proposta presentata in Parlamento prevede infatti il superamento dell’attuale sistema basato sui gettoni di presenza per introdurre una indennità mensile di funzione, collegata all’indennità percepita dal sindaco e soggetta a riduzioni in caso di assenze alle sedute del Consiglio e delle commissioni.
Si tratta, al momento, di una proposta legislativa e non di una disciplina già in vigore. L’obiettivo dichiarato dai proponenti è modificare un sistema nel quale il compenso del consigliere è legato alla partecipazione alle singole sedute. La normativa vigente prevede infatti per i consiglieri comunali gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni del Consiglio e delle commissioni, secondo parametri stabiliti dalla legislazione nazionale.
Un compenso legato alla funzione
Il passaggio a un’indennità mensile cambierebbe la logica del sistema. Il consigliere non sarebbe più remunerato esclusivamente sulla base del numero delle sedute alle quali prende parte, ma riceverebbe un compenso collegato allo svolgimento della funzione istituzionale.
La proposta prevede inoltre un meccanismo di riduzione dell’indennità in relazione alle assenze, con l’obiettivo di mantenere un collegamento tra compenso e partecipazione effettiva ai lavori degli organi elettivi.
Secondo i promotori, il nuovo sistema potrebbe essere costruito senza determinare necessariamente un aumento della spesa, parametrando l’indennità alla soglia massima oggi prevista per i gettoni. Proprio su questo punto, tuttavia, si è aperto il confronto: la soglia massima teorica dei gettoni non coincide necessariamente con quanto ogni consigliere percepisce effettivamente nel corso dell’anno.
Quanto guadagnerebbero?
Si partirebbe dal 4% dell’indennità del Sindaco nei Comuni fino a mille abitanti, passando all’8% nei comuni fino a 15mila, al 18% fino a 50mila, al 22% fino a 250mila e al 25% nelle città più grandi.
Nel caso di Castellammare di Stabia, dove il sindaco (ora però il Comune è commissariato) percepisce un assegno di 6200 euro lordi, i consiglieri andrebbero a guadagnare poco più di 1.100 euro.
Sul provvedimento si registra una convergenza trasversale tra Pd, Lega e Azione. Per ora restano ancora dubbiosi Fratelli d’Italia e Forza Italia. Ma prima di fare i conti in tasca ai consiglieri meglio aspettare: la norma non è ancora approvata.
La questione del riconoscimento del ruolo
Il tema non riguarda soltanto la modalità di pagamento. Al centro della discussione c’è anche il riconoscimento del ruolo svolto dai consiglieri comunali.
Il consigliere partecipa alle sedute del Consiglio, alle commissioni, all’attività di indirizzo e controllo politico-amministrativo e al confronto con cittadini e amministrazione. Un’indennità mensile avrebbe quindi l’effetto di riconoscere economicamente la funzione istituzionale complessiva, e non soltanto la partecipazione a una singola seduta.
D’altra parte, la trasformazione del gettone in un compenso fisso pone inevitabilmente interrogativi sulla spesa pubblica, sui criteri per determinare gli importi e sui meccanismi necessari a garantire che l’indennità sia proporzionata all’effettivo esercizio della funzione.

