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Politica

Condotta dell’acqua di fronte il Castello, un obbrobrio stabiese. L’ex assessore Balestrieri solleva il caso

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Una condotta esterna di fronte al Castello Medievale. Un cazzotto nello stomaco, in uno dei punti più suggestivi della strada panoramica, a Castellammare, alle porte della penisola sorrentina. Un obbrobrio dal punto di vista estetico. Ma anche un caso sollevato dall’ex assessore all’ambiente, Francesco Balestrieri. Lavori già proposti nel 2017, proprio dall’attuale sindaco, ma bloccato dagli uffici comunali, che ora hanno dato invece il via libera: “Era il 2017, io assessore all’ambiente del Comune di Castellammare di Stabia, Geaetano Cimmino consigliere di opposizione. Il consigliere Cimmino mi parlò di un problema che gli stava a cuore, quando pioveva vedeva la sua stradina adiacente al Castello in Via Panoramica essere inondata dall’acqua piovana e parte di questa entrare nel proprio cancello. Mi chiese di fare dei lavori per intercettare l’acqua piovana ed incanalarla prima che si riversasse in strada, facendo dei fori nel muro della strada. Mi informai all’ufficio competente e l’allora dirigente disse che era illegale e non si poteva fare. Oggi è Sindaco lo stesso Cimmino, l’intervento si è fatto e questo è il risultato. Non voglio pensar male ma evidentemente la normativa è cambiata. Vorrei ascoltare l’opinione di tutti quei tecnici impegnati in fantomatiche associazioni a tutela del territorio”.


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Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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