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Emergenza Covid a Castellammare, il Caso in Consiglio Regionale: Più Europa chiede misure a sostegno delle attività e struttura per i positivi

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Interrompere il contagio in famiglia con una struttura residenziale per casi positivi e sostegno alle attività in difficoltà per l’emergenza. Le proposte di Più Europa al Governatore De Luca

di Stabi. Covid non molla la presa sulla città di a preoccupare il gruppo cittadino di Più Europa non c’è solo l’aumento dei contagi ma anche la difficile situazione economica che stanno vivendo decine e decine di attività commerciali e artigianali. «Ci siamo fatti promotori attraverso il rappresentante regionale del Partito il consigliere Fulvio Frezza di un ‘interrogazione al Presidente della Giunta Regionale Vincenzo De Luca avente ad oggetto “misure a sostegno del comune di Castellammare di Stabia a seguito emergenza Covid – 19”. Fanno sapere in una nota stampa. Un momento difficile quello che sta attraversando la città di Castellammare che non sfugge ai rappresentanti cittadini di Più Europa. «In un momento come questo occorrono pensieri lunghi ed azioni mirate. L’Ospedale San Leonardo sta vivendo ore drammatiche per l’elevato numero di contagi, nonostante il grande sforzo di medici e operatori sanitari – sarebbe il caso di ascoltare le richieste che vengono dal personale medico e sanitario che da settimane denuncia sugli organi di stampa le carenze strutturali e di personale. Nella nostra interrogazione abbiamo suggerito , dato l’elevato numero di contagi in città, alla Regione Campania di procedere nelle prossime ore, d’intesa con le altre autorità competenti, all’individuazione di una struttura residenziale idonea in cui collocare tutti i casi covid positivi al fine di interrompere il contagio nei cluster familiari . Bisogna, a nostro avviso, aggredire la questione, non solo sul fronte medico ma anche su quello economico e sociale. Considerato il tessuto socio economico stabiese messo in ginocchio dalla crisi economica, abbiamo chiesto alla Regione Campania di concedere particolari contributi/sussidi economici per le imprese, le attività artigianali , le attività commerciali e le famiglie danneggiate da questa chiusura , facendosi portavoce presso il Governo della necessità di predisporre ogni sorta di aiuto al fine di sostenere il vivere quotidiano dei cittadini campani in sofferenza».

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Politica

Diaspora in Forza Italia, Annarita Patriarca: “De Siano ha fallito, lasci il coordinamento”

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«Il presidente Silvio Berlusconi è stato chiaro: bisogna rinnovare. Riprendere il dialogo con la società civile e aprirsi al confronto con le forze produttive e propositive della società. E noi siamo d’accordo con lui: c’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli. Senza i distinguo e gli steccati che, in questi anni, hanno depotenziato il messaggio e la proposta politica di Forza Italia sul territorio». A dirlo è Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale.
«Il richiamo all’inclusione è di sicuro la strada maestra. Una inclusione vera, però, lontana da quel modello che, in questi anni, ha visto molti dirigenti azzurri abbandonare il nostro partito e trovare ospitalità altrove. Le ultime dichiarazioni del coordinatore regionale Domenico De Siano arrivano purtroppo in ritardo e finiscono per diventare un mea culpa per tutti gli errori gravi commessi. Chi ha resistito, nonostante un clima non inclusivo, lo ha fatto solo per amore di Forza Italia e perché profondamente convinto della visione liberale e democratica del nostro presidente, Silvio Berlusconi – ha continuato Patriarca –. Una visione che, in Campania, ha trovato lo sbarramento di una parte del partito che si è di fatto consegnata al disimpegno mortificando uno straordinario movimento politico di massa, fortemente radicato sul territorio».
«Sono stati allontanati non solo i più qualificati esponenti della società civile ma gli stessi quadri politici costretti a subire visioni miopi e chiuse che di politico non hanno nulla. E che poi, alla prova dei fatti, non hanno prodotto i risultati sperati. Compresi alcuni celebri e presunti “feudi” elettorali, dove, malgrado il potere esercitato in maniera così penetrante, i risultati alle urne sono stati tutt’altro che felici. Molti hanno lavorato in condizioni di difficoltà inspiegabili – ha continuato il capogruppo azzurro –, spesso osteggiati nella formazione delle liste per le regionali e per le amministrative. Riuscendo comunque ad evitare una debacle e mantenendo un risultato elettorale in linea con gli altri partiti alleati. Costoro, dunque, non possono in alcun modo essere considerati “nemici” essendosi, con sacrificio e impegno personali, fatti carico, al posto di altri, dell’onere di organizzare il partito per le competizioni elettorali».
«Chi guida un partito non impone mai le sue decisioni, ma le condivide con la base a maggior ragione se lo stesso non coltiva il rapporto con il territorio. E soprattutto non scade nell’invettiva personale nei confronti di chi, solo ed esclusivamente ai suoi occhi, può rappresentare una “minaccia”. Le argomentazioni politiche qualificano il politico che le dispiega. Quando si scende sul piano personale, ogni dialogo si interrompe».
«E, infine, una valutazione di carattere generale che in politica vale da sempre: chi perde resta in squadra ma cede il passo. Sia per propria dignità sia per dare la possibilità al partito di rigenerarsi e di offrire all’elettorato finalmente una valida alternativa. Non ammettere la sconfitta e restare inchiodati al proprio posto sono indici di debolezza. In questi casi sarebbe meglio rendersi disponibili al tanto auspicato rinnovamento. Il sen. De Siano, tenuto conto del suo ruolo istituzionale, può decidere di lasciare l’organizzazione del partito in Campania per dedicarsi all’attività parlamentare a Roma, in questi mesi di particolare impegno per il mondo politico. Dando così la possibilità a chi vuole davvero lavorare sul territorio di realizzare la visione liberale e democratica del nostro presidente Silvio Berlusconi».

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