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Calcio

Gli ultimi 20 anni sportivi di Turris e Juve Stabia

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Sono pochi i chilometri che separano le due città. Tanti gli anni che, invece, separano Turris e dall’ultimo incontro disputato. Negli ultimi 20 anni, circa, le due società hanno disputato sempre campionati diversi. I corallini sempre in categorie inferiori rispetto alle Vespe.

Diciotto chilometri. Sono questi i chilometri che separano Castellammare di Stabia da Torre del Greco. Pochissimi, per due città di mare in provincia di Napoli molto simili tra di loro. In particolare, per un aspetto: la passione per il calcio. E questa passione per il calcio quest’oggi si incrocerà, seppur virtualmente. Alle 17.30, allo stadio Liguori andrà in scena il tra Turris e Juve Stabia. Un derby molto sentito. Un derby che mancava al calcio campano da ormai 20 anni. Ma in questi venti anni, le due compagini perché non si sono mai incontrate? Andiamo a ripercorrere le ultime 20 stagioni di Turris e Juve Stabia. Forse si capirà meglio perché questo derby è sentito particolarmente a Torre del Greco, piuttosto che a Castellammare. Piccolo spoiler: il fattore sportivo c’entra molto in questa storia. La storia calcistica recente della Turris è stata decisamente più travagliata di quella stabiese. Ultimo incontro disputato nella stagione 2000-2001: esattamente 20 anni fa.

DAL 2000 A OGGI, GLI ANNI AMARI DELLA TURRIS. Grazie all’enciclopedia Wikipedia, ripercorriamo gli ultimi 20 anni della società di Torre del Greco.

Nella stagione 2000-2001 i corallini persero i play out contro il Tricase retrocedendo in Serie D. Nella stagione seguente, sotto la presidenza di Domenico Pesce, si classificano clamorosamente all’ultimo posto retrocedendo in Eccellenza dopo 30 anni di permanenza consecutivi nei campionati professionistici. La stagione successiva andò ancora peggio: la Turris retrocesse in Promozione ed infine fallì.

La rinascita avvenne nel 2003-2004, quando un gruppo di imprenditori locali acquistarono il titolo sportivo di Eccellenza del Gaudianum (della città di Qualiano) iscrivendo la squadra al campionato con la nuova denominazione Gaudianum Torrese. La stagione si concluse al terzo posto dietro Acerrana ed Ischia. In estate la presidenza acquisì mediante fusione il titolo di Serie D dell’Ercolanese, e a tale operazione seguì un nuovo cambio di nome: ritornò la Turris.

Le successive due stagioni del club furono tranquille, mentre nella stagione 2006-2007, alla fine del girone di andata, la Turris si ritrovò al 15º posto, ma a gennaio 2007 la società venne acquistata dal commerciante Cirillo, e con il passaggio di proprietà si ebbe anche una svolta a livello agonistico, giacché la squadra corallina passò dal 15º all’8º posto finale, sfiorando i play-off promozione.

La stagione 2007-2008 partì con buoni propositi: nel girone d’andata la Turris fu quinta, ma in quello di ritorno si registrò un declino che condusse i corallini all’8º posto sotto la guida prima di La Scala, poi di Merolla e infine di Urban.

Nella stagione 2008-2009 la Turris venne acquistata dal commerciante Rosario Gaglione che assunse come tecnico Sergio La Cava. In campionato non partì molto bene ma pian piano la squadra cominciò a risalire la china. Al termine del torneo si piazzò al 5º posto assieme all’Ischia a 53 punti. Si sarebbe dovuto giocare uno spareggio in campo neutro per decidere chi avrebbe disputato i play-off. Ma tre giorni prima della partita la FIGC restituì all’Ischia il punto di penalizzazione che le aveva precedentemente attribuito per irregolarità finanziarie. Lo spareggio allora non si giocò e la Turris restò pertanto fuori dai play off. La stagione 2009-2010 si chiuse invece con un tranquillo 11º posto, concludendo il torneo con la peggior difesa ma la migliore coppia d’attacco della Serie D grazie alle reti di Giulio Russo (23 gol) e Giovanni Longobardi (16 gol).

Nella stagione 2010-2011 la Turris si classificò al quinto posto al termine del campionato, qualificandosi ai play off del proprio girone, entrandovi direttamente dalle semifinali nazionali in qualità di finalista della Coppa Italia di Serie D (persa per 1-0 contro il Perugia, vincitore del proprio girone e quindi già promosso in Lega Pro Seconda Divisione). La Turris eliminò in semifinale il SandonàJesolo pareggiando 2-2 in Veneto e 0-0 a Torre del Greco ma fu poi sconfitta in finale dal Rimini 3-1 ai tiri di rigore (0-0 al 90′). La stagione 2011-2012 si concluse invece con un 6º posto finale senza acuti, con la squadra corallina che tentò di raggiungere il 5º posto valido per la disputa dei play off di categoria persi all’ultima giornata a causa di un pareggio contro il club di Francavilla sul Sinni.

Il 3 luglio 2012 il titolo sportivo del Neapolis Mugnano del presidente Mario Moxedano venne portato a Torre del Greco (con il conseguente spostamento del titolo F.C. Turris 1944 A.S.D. a Nola) e la squadra il 12 luglio 2012 si iscrisse al campionato di Serie D 2012-2013 con il nome di Torre Neapolis. La stagione 2012-13 vide la Turris lottare per il vertice per gran parte del campionato, giocandosi da seconda in classifica la possibilità di scavalcare la Torres capolista. In un “Liguori” con un discreto seguito di corallini, il match si concluse con la vittoria per 2-0 dei sardi, sicché la Turris fu costretta al secondo posto. Tutt’altra storia capitò in Coppa Italia, i corallini dopo una cavalcata trionfale arrivarono alla finale per il titolo del 19 maggio allo Stadio Renato Curi di Perugia dove gli uomini di Mr. Fabiano superarono per 3-1 il Delta Porto Tolle aggiudicandosi la Coppa Italia di Serie D, con le reti di Vitale, Gasparini e Salvati. Grazie al risultato conseguito, la squadra di Torre del Greco si qualificò per le semifinali play off, dove però fu sconfitta ed eliminata dalla Casertana.

All’inizio della stagione 2013-2014 la società fu rinominata F.C. Turris Neapolis 1944 in attesa del ritorno del classico nome di “FC Turris 1944” per il quale bisognava attendere, da regolamento ancora un anno. Di fatto il cambio di denominazione non avvenne mai, poiché al termine della stagione regolare chiusa al terzo posto, e dopo essere stati eliminati al primo turno dei play off, il presidente Mario Moxedano, decise di non continuare la sua avventura a Torre del Greco, riportando il titolo a Mugnano, rifondando il Football Club Neapolis.

Nella stagione 2014-2015 si rischiò di non vedere iscritta la Turris a nessun campionato. Il nuovo presidente Giuseppe Giugliano ed il direttore sportivo (nonché ex calciatore della stessa Turris) Francesco Vitaglione andarono alla ricerca di un titolo sportivo disponibile per iscrivere la squadra in Serie D. Visti i tempi ristretti e la indisponibilità di titoli acquisibili, purtroppo ciò non avvenne. Non restò quindi che optare per un titolo di categoria inferiore, l’Eccellenza. Inizialmente sembrò chiuso l’accordo con il Sant’Agnello che invece non si concretizzò per problemi burocratici, ma in seguito si accordò in extremis per il titolo del Miano. Per le norme federali i termini per il cambio di denominazione erano ormai scaduti e così, nonostante la società utilizzasse il marchio “Turris”risulta ufficialmente iscritta al campionato di Eccellenza Campania con la denominazione A.S.D. Miano. Il 12 aprile 2015, al termine di un’estenuante testa a testa con la Sessana, vince il campionato regionale con una giornata di anticipo, ritornando nella quarta serie nazionale dopo un anno.

Nel luglio 2015 la società si fonde con la “Pietro Abbate”, riportando dunque la sede sociale a Torre del Greco e acquisendo la denominazione di “AP Turris Calcio ASD”, in richiamo alla storica Polisportiva Turris degli anni settanta.[9]. L’obiettivo è un campionato di assestamento nella nuova Serie D, dopo la promozione dell’anno precedente. La stagione termina con la squadra corallina che conquista la salvezza all’ultima gara di campionato grazie al pareggio con il Picerno per 2-2.

Nella stagione 2016-2017 la squadra chiude ottava in campionato, dopo una stagione molto deludente rispetto alle previsioni sancisce la fine della presidenza di Giuseppe Giugliano. Nel mese di luglio il sodalizio cambia denominazione in Associazione Sportiva Dilettantistica Turris Calcio, eliminando dunque il prefisso “A.P.” (Associazione Polisportiva) ereditato dall’acquisizione del titolo sportivo del Miano avvenuta nel 2014. Dalla stagione 2017-2018 la squadra è gestita dal presidente Antonio Colantonio, obiettivo la riconquista dei professionisti in 3 anni. La prima stagione fu abbastanza sofferta, tanto che la Turris si salvò solamente ai play-out contro l’Aversa Normanna.

Nella stagione seguente la Turris vince i playoff del proprio girone (battendo in semifinale il Castrovillari e in finale il Marsala) e chiudendo al secondo posto il girone I dietro al Bari vincitore del campionato, dopo un duello avvincente durato tutta la stagione. Da segnalare la vittoria contro i pugliesi per 1-0 in casa del 2 Febbraio 2019 con circa 5000 spettatori a seguire il match al “Liguori” ritornò il pubblico delle grandi occasioni come ai tempi del professionismo.

Nella stagione 2019-2020 dopo una campagna di rafforzamento del già collaudato gruppo dell’anno precedente, si punta alla definitiva conquista della Serie C. Dopo la disputa della 26ª giornata di campionato, il 1º marzo 2020, quando la Turris era prima nel proprio girone, il campionato viene sospeso per la pandemia di COVID-19. Il 20 maggio 2020 la FIGC ha deliberato l’interruzione definitiva del campionato.Successivamente, l’8 giugno, la FIGC ratifica la promozione in Serie C delle prime classificate dei nove gironi di Serie D, decretando, così, il ritorno della squadra corallina tra i professionisti dopo 19 anni e il raggiungimento del terzo livello calcistico italiano dopo 22 anni di assenza. Col ritorno fra i professionisti, l’associazione si trasforma in una società di capitali assumendo la denominazione di Società Sportiva Turris S.r.l.

DAGLI INIZI 2000 A OGGI, TANTI ALTI E POCHI BASSI DELLA JUVE STABIA. Anche in questo caso, servendoci di Wikipedia, illustriamo quello che è stato il cammino della Juve Stabia negli ultimi 20 anni. Un inizio di decennio complicato, poi gli anni di B.

Nel 2001 la città di Castellammare di Stabia, privata di quella che era stata a lungo la squadra cittadina più rappresentativa, visse un vuoto calcistico della durata di una stagione.

Nel 2002 fu affiliato un nuovo titolo sportivo in Terza Categoria che, fondendosi con quello del Comprensorio Nola originò il Comprensorio Stabia. Tale operazione consentì al neocostituito sodalizio di partire dalla Serie D. Nel 2003-2004 divenne Società Sportiva Juve Stabia, e fu promossa in Serie C2, vincendo inoltre la Coppa Italia Serie D. Fino al 2011 oscillò tra terzo e quarto livello nazionale, e in questo periodo partecipò ad un triangolare valido per la vittoria della Supercoppa di Lega Pro Seconda Divisione, che tuttavia non ottenne. Nel 2011 fu promossa in Serie B battendo in finale play off l’Atletico Roma. Nello stesso anno, le Vespe, hanno conquistato anche una coppa Italia di serie C ai danni del Carpi.

Guidati dall’allenatore Piero Braglia, anche grazie alle 21 reti di Marco Sau nel campionato 2011-2012 gli stabiesi ottennero un importante traguardo: il 9º posto in cadetteria, il miglior risultato assoluto dal 1907. La squadra restò nella seconda serie nazionale per tre anni consecutivi: nell’ultima stagione in B, a seguito della sconfitta per 3-0 contro il Trapani, la squadra retrocesse matematicamente dalla serie cadetta alla terza serie del calcio italiano.

Nella stagione 2014-2015, grazie ai 70 punti ottenuti, la Juve Stabia si classificò quarta e raggiunse i play-off per accedere alla serie cadetta. Fu, però, eliminata al primo turno dopo aver perso ai calci di rigore per 5-4 contro il Bassano. Nella stagione successiva le vespe conclusero al 10º posto con 42 punti, riuscendo ad evitare i play-out verso le ultime giornate. Nella stagione 2016-2017 si classificarono al quarto posto in Lega Pro (venendo poi eliminati ai play-off dalla Reggiana), così come nel 2017-2018, nella nuova Serie C: dopo aver eliminato la Virtus Francavilla nel secondo turno dei play-off, uscirono di scena agli ottavi, nuovamente contro la Reggiana, dopo due pareggi (0-0 in casa e 1-1 in trasferta), penalizzati dal peggior piazzamento in classifica nella stagione regolare nel proprio girone. La stagione di Serie C 2018-2019 vide la squadra disputare un ottimo campionato: battendo la Vibonese per 2-1 tra le mura amiche la squadra ottenne con due giornate d’anticipo la promozione in Serie B, dopo aver condotto la classifica dall’inizio del torneo. La stagione successiva nella serie cadetta la squadra campana disputa un buon torneo fino alla sosta forzata per la pandemia, ma alla ripresa del campionato con soli 5 punti conquistati nelle restanti 10 partite precipita fino al penultimo posto e ritorna nella categoria inferiore.

 

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La Juve Stabia fermata dalla Paganese: termina 1-1 il derby campano

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e Paganese si dividono la posta in palio nel campano

Nel weekend dedicato a Diego Armando Maradona, al Romeo Menti di Castellammare di Stabia Juve Stabia e Paganese sono protagoniste di un derby combattutissimo. Il risultato finale è stato, giustamente, un pareggio tra le due formazioni. Al gol di Romero risponde un gol di Mendicino a fine primo tempo. Un derby carico di agonismo ma ricco di errori, sia da una parte che dall’altra. Romero, sul punteggio di 1-0, avrebbe potuto raddoppiare tranquillamente, clamoroso il suo errore sotto porta. Un errore che la squadra di Padalino ha pagato a caro prezzo sul finale di frazione: la coppia Allievi-Codromaz commette una serie di errori in area di rigore ed è lesto Mendicino a freddare Tomei. Secondo tempo senza praticamente nessuna occasione importante, sia da una parte che dall’altra. Da segnalare un rosso a Gaeta a dieci minuti dal termine per doppio giallo.Incredibile nel finale: palo di Codromaz su calcio d’angolo. Pareggio che in fin dei conti è giusto. Passo indietro della Juve Stabia nella rincorsa ai playoff.

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