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Politica

Il Pd incastra il sindaco: «Terme al collasso con la giunta Bobbio, Cimmino era presidente»

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Prima l’intervento del presidente del Pd, nella sua operazione verità su Terme di Stabia. Il Pd poi rincara la dose con un documento «corale» di tutto il partito. E se dal centrodestra emergono tutte le responsabilità del centrosinistra e dello stesso partito Democratico, i dem di corso Vittorio Emanuele mettono le cose in chiaro: «Dopo anni di crisi, il colpo di grazia è stato dell’amministrazione Bobbio, di cui l’attuale sindaco era presidente del consiglio comunale».
I dem stabiesi, guidati dal segretario Peppe Giordano, condannano l’atteggiamento del sindaco e della stessa maggioranza: «L’ultima seduta del Consiglio Comunale fa emergere per l’ennesima volta l’inconsistenza, l’insipienza e l’assenza di una visione di città da parte della maggioranza che amministra Castellammare di Stabia oramai da trenta mesi.
Un’amministrazione che stenta a gestire l’ordinario e che è completamente assente sui grandi temi che riguardano il presente ed il futuro della città. Questa volta assistiamo alla gestione della cosa pubblica come fatto privato, quasi personale, a totale svantaggio dell’interesse pubblico, sull’annosa vicenda S.I.N.T., ed il conseguente pericolo che la città rischia di subire con la perdita del patrimonio immobiliare del complesso termale.
L’atteggiamento arrogante con il quale il Sindaco ed alcuni esponenti della maggioranza tentano di aggirare il problema con proposte demagogiche e scaricando, come è solito fare al Sindaco negli ultimi tempi, su altri è diventato stucchevole. Solo per dovere di cronaca sentiamo la necessità di ricordare a Cimmino ed alla sua maggioranza che le Terme di Stabia, già in crisi da diversi anni, sono state portate al collasso da una gestione dissennata e disastrosa durante l’amministrazione di centrodestra guidata dal Sindaco Bobbio, amministrazione nella quale l’attuale primo cittadino ricopriva la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Le successive amministrazioni di centrosinistra, tra mille difficoltà e con risultati alterni, hanno avuto il coraggio e la responsabilità di portare avanti azioni che limitassero i danni e che soprattutto tutelassero il patrimonio immobiliare, nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini, cercando di recuperare la vocazione termale non solo del complesso del Solaro ma anche dell’antico stabilimento di Piazza Giovanni Amendola attraverso la riapertura dell’estate del 2016».
Per il Pd, il pericolo è la svendita del patrimonio: «L’approssimazione con la quale si sta tentando di gestire questa difficile fase ci lascia sgomenti, in pericolo c’è il futuro della città, la sua vocazione turistica e termale. Non possiamo permettere che la discussione si limiti alle sole dichiarazioni alla stampa, che l’argomento non venga discusso in consiglio comunale, che i diritti dei lavoratori termali vengano strumentalmente utilizzati per nascondere altri tipi di operazioni. Non possiamo stare inermi di fronte ad un atteggiamento dolosamente responsabile, che ad oggi ha come unico obiettivo la svendita del patrimonio immobiliare delle Terme».


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Politica

Franco Cascone resta fuori dal consiglio regionale, bocciato il ricorso al tar

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Nessun seggio aggiuntivo per Forza Italia: Franco Cascone resta fuori dal consiglio regionale e Marco Nonno (Fratelli d’Italia) resta in carica. Questo il verdetto del Tar Campania, dopo il ricorso dell’ex sindaco di Santa Maria la Carità, che chiedeva di entrare nel parlamentino campano al posto dell’esponente del partito di Giorgia Meloni.
In pratica, la difesa di Cascone sosteneva che il seggio assegnato a Stefano Caldoro, candidato presidente perdente a cui spetta un posto in consiglio regionale, non venisse sottratto a Forza Italia ma a Fratelli d’Italia. Per il tribunale amministrativo il ricorso è risultato infondato.
«Il Tar ha respinto la mia richiesta e, da uomo che rispetta le Istituzioni e le regole, accetto con serenità quanto stabilito dal Tribunale Amministrativo – ha commentato Franco Cascone – Il ricorso era un atto dovuto, lo dovevo a quanti mi hanno scelto, lo dovevo alla squadra che mi ha sostenuto, lo dovevo alla mia città e alla mia famiglia. È palese, però, che abbiamo bisogno di un sistema elettorale chiaro e di conseguenti leggi che a monte definiscano quanto i tribunali amministrativi si trovano successivamente a giudicare. Quanto stabilito ieri non scalfirà il mio impegno in ogni sede. Tutte le mie battaglie passate e future hanno avuto sempre come unico obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita, lavorativa e sociale dei cittadini».
Probabile la ricandidatura di Franco Cascone al consiglio metropolitano: «Darò come sempre il massimo per il mio territorio, per Santa Maria la Carità e per questa parte della provincia di Napoli che conserva ricchezze umane, paesistiche e culturali che vanno tutelate in ogni sede. Profonderò tutto il mio impegno per la delega ai trasporti recentemente ricevuta in Città Metropolitana per intervenire con soluzioni in uno dei comparti più strategici, ma oggettivamente indecenti della Regione Campania. Continuerò a battermi per un centro destra da ricostruire, che deve e può far innamorare delle proprie idee e dei propri valori. La forza delle idee e la vicinanza ai problemi dei territori sono gli unici ingredienti da cui partire per dare finalmente attuazione a progetti concreti e realizzabili. La nostra storia è alle prime pagine, il nostro percorso continuerà con lo stesso entusiasmo di sempre, unito a tanta altra esperienza che metterò sempre al servizio della collettività… perché o è per gli altri o non è politica».

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