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Cronaca

Sorrento, sequestrata pineta Le Tore. La deputata Di Lauro (M5S) presenta un’interrogazione al Ministro dell’Ambiente

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La deputata campana del MoVimento 5 Stelle Carmen Di Lauro, ha presentato un’interrogazione parlamentare avente per oggetto la pineta “Le Tore” che, nella giornata di ieri, è stata sottoposta a sequestro preventivo dai carabinieri forestali di Castellammare di Stabia. Infatti, nonostante l’area in questione rappresenti un vasto polmone verde della Costiera Sorrentina e rientri in un’area sottoposta a tutela paesaggistica, da mesi si sta procedendo al disboscamento di migliaia di alberi nell’ambito del progetto di riqualificazione, avviato dopo gli incendi avvenuti alcune estati fa che distrusse centinaia di arbusti, molti secolari.
L’interrogazione al Ministro Sergio Costa chiede di verificare eventuali irregolarità e tutelare l’immenso patrimonio boschivo e l’habitat dell’area. Sulla vicenda pende già un’indagine della Procura di Torre Annunziata e, anche secondo il WWF Terre del Tirreno, non appaiono rispettate le “Proposte per misure di mitigazione e raccomandazioni per quanto concerne flora e fauna” contenute nello Studio di Incidenza elaborato per il Comune di Sorrento.
«Questa interrogazione – fa sapere Di Lauro – nasce dalle numerose segnalazioni dei cittadini e delle associazioni, tra le quali il WWF Terre del Tirreno, che ringrazio per il costante “occhio vigile” e l’impegno sul territorio. E’ importante fare chiarezza sulla vicenda e accertare eventuali responsabilità. Sarebbe inammissibile, anche alla luce dei cambiamenti climatici che stanno interessando il pianeta, se qualcuno per perseguire meri interessi economici, stesse deturpando un ecosistema fondamentale che oggi serve a preservare non solo l’ambiente ma anche la salute pubblica. Negli ultimi anni il territorio della penisola è stato oggetto di numerosi scempi ambientali e paesaggistici, dal canto nostro continueremo il nostro lavoro dall’interno delle Istituzioni; confido nel lavoro della Magistratura perché possa individuare al più presto eventuali irregolarità e responsabilità».

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Cronaca

Supercinema, la proposta di StabiAmore: Valutare anche l’azionariato popolare

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«Valutare anche l’azionariato popolare. La città non può perdere un punto di riferimento importante»

Castellammare di Stabia. L’associazione StabiAmore apprende con dispiacere che la proprietà del Supercinema, storico Teatro e Cinema stabiese, ha deciso di mettere in vendita la struttura a causa della crisi economica che ha coinvolto pesantemente, tra gli altri, anche il settore dello spettacolo. Lo si legge in una nota. StabiAmore, da sempre sensibile a tutti i temi culturali cittadini, ritiene che il Supercinema abbia rappresentato un importante punto di riferimento per la società civile stabiese, e che tale preziosa esperienza non vada dispersa, ma anzi debba essere assolutamente salvaguardata. Pertanto facendo seguito alla proposta del Consigliere Comunale Andrea Di Martino, il quale ha sollecitato il Comune affinchè acquisisca in tutto o in parte il Supercinema, StabiAmore propone di attivare anche lo strumento dell’azionariato popolare per rilevare una quota della struttura, in affiancamento a quella maggioritaria eventualmente comunale. In tal senso ci trova d’accordo pure la proposta dell’esponente di Più Europa Francesco Somma, che in un appello al ministro per le attività culturali Franceschini e al presidente della Giunta Regionale della Campania De Luca ha espressamente richiesto di non far cambiare la destinazione d’uso dell’immobile, nello spirito di conservare un luogo fisico per la cultura soprattutto teatrale nell’interesse della collettività stabiese. L’associazione StabiAmore, come già fatto nei mesi scorsi con la lettera aperta alla Juve Stabia, ritiene un fatto importante che i beni più preziosi della città siano diffusamente partecipati dagli stabiesi non solo come fruitori di sport e cultura, ma anche come proprietari. A nostro parere è necessaria una rivoluzione copernicana che veda il cittadino soggetto attivo delle realtà culturali per sostenerle in modo concreto, come peraltro avviene in tante altre città europee.

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