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Gli ex termali battono cassa e chiedono 4 milioni, Sint ora rischia il fallimento

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La Sint rischia seriamente il fallimento. Il dramma della società immobiliare del Comune si consuma nei giorni più duri legati all’emergenza Covid. Un rischio crac che ora è quantomeno possibile, alla luce delle ultime dichiarazioni del liquidatore Vincenzo Sica.
Il manager questa mattina è stato ascoltato dalla conferenza dei capigruppo e le sue parole non sono state affatto rassicuranti. Nel giorno in cui è riuscito a vendere i campi da tennis, per un cifra vicina ai 320mila euro. Era già in programma la vendita del pallone geodetico per 400 mila euro e passa. Ma oggi la doccia fredda: Sica ha annunciato che ha ricevuto precetto per la sentenza dei termali che prevede il reintegro dei lavoratori in Sint e il pagamento degli arretrati, in attesa della sentenza della Cassazione. Il tutto per un valore complessivo di 4 milioni. Sint cosi va verso il fallimento, a meno che non si decida di vendere i gioielli di famiglia: albergo, complesso del solaro, centro congressi, parco idropinico.

Daniele Di Martino

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Politica

Focolaio nella rsa Santa Rita, l’opposizione: «Avevamo avvertito il Comune»

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Sono dodici i contagiati della residenza per anziani Santa Rita. La struttura di Quisisana, a Castellammare, è stata sconvolta dal Covid. Sono giorni paure e preoccupazioni. Secondo l’opposizione del sindaco Cimmino, il focolaio si poteva evitare, essendo la minoranza già intervenuta per mettere in guardia l’amministrazione di centrodestra: «Bisogna avere la massima attenzione per le residenze degli anziani e le case di cura, perché i dati di questa pandemia hanno dimostrato che proprio in queste strutture si sono registrati le maggiori criticità – scrivono Andrea Di Martino, Giovanni Nastelli, Francesco Iovino, ToninoScala, Francesco Nappi – La politica sia di supporto al lavoro incessante messo in campo dall’asl con un lavoro sinergico che abbia come unico scopo la capacità di prevenire ed eliminare eventuali anomalie
Apprendiamo notizie allarmanti e di focolai scoppiati in alcune case di cura, tra queste quella di S. Rita, sulla quale riteniamo che bisogna attivarsi per avere riscontri a tutela degli anziani che vi soggiornano, degli operatori sanitari che svolgono il loro lavoro e nel rispetto delle loro famiglie.
Questa estate tra l’altro si era depositata una interrogazione sulle condizioni di funzionamento di questa Rsa.
La risposta che è stata fornita, nel mese di novembre, dagli uffici non è stata del tutto rassicurante. Ed infatti oggi apprendiamo queste notizie allarmanti.

Nell’interrogazione si ponevano degli interrogativi sulla gestione delle struttura, e non tutti furono chiariti dalle verifiche effettuate dal Comune che precisò come «a causa dell’emergenza sanitaria in corso, preso atto dell’aumento esponenziale dei casi, si è ritenuto opportuno non concretare un’ulteriore ispezione di verifica nei tempi definiti, al fine di ridurre le occasioni di contagio e contatto sia con gli ospiti presenti sia con il personale presente inteso a garantire il servizio, in tal senso l’amministrazione si riserva di verificare la veridicità di quanto dichiarato».
In virtù di ciò scriveremo al Sindaco, come massima autorità sanitaria del territorio, affinché chieda all’Asl di adoperarsi per un’ispezione sanitaria urgente presso tale struttura.
È indispensabile avere rassicurazioni in una fase delicata nella quale non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia sul percorso tracciato nella lotta ad un virus che ci obbliga a tenere alta l’attenzione con l’auspicio che quanto prima si possa ritornare alla normalità».

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