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Politica

Azzeramento della giunta, il sindaco convoca i partiti. Il valzer delle nomine in due giorni

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Tra una frittura di baccalà e uno struffolo, irrompe sulla scena politica stabiese il rimpasto di giunta. L’annuncio a StabiaNews.it del sindaco Gaetano Cimmino ha dato il via alle consultazioni. Saranno trattative lampo a giudicare dai tempi stretti che ha dettato il primo cittadino di Forza Italia. Sì, perché ieri Cimmino ha fatto partire le convocazioni per partiti e liste civiche della coalizione.

Saranno due giorni di incontri, cosiddetti “bilaterali”, per raggiungere una quadra sui nuovi assetti politici e sulla nuova giunta, già ai nastri di partenza per l’inizio del 2021. Quindi appuntamento  per lunedì 28 e martedì 29 dicembre. “Saranno trattative lampo”, fanno sapere da Palazzo Farnese. E saranno anche incontri in piena sicurezza e nel rispetto delle norme anti-covid.

Si parte lunedì mattina con i primi tre partiti della coalizione: Cimmino Sindaco, Forza Italia e Solo per Castellammare. Un’ora per ogni incontro e inizio previsto intorno alle 10 del mattino. Il giorno dopo, invece, toccherà a Democrazia Cristiana e Fratelli d’Italia.

Un’altra notizia: la Lega non c’è tra i partiti convocati dal sindaco Cimmino. Il carroccio, nonostante gli ultimi avvicinamenti, non entrerà a far parte delle trattative per la nuova giunta. Resta da capire se al partito di Salvini venga riservata una nomina di sottogoverno.

Il sindaco continua a parlare di azzeramento, di tutte le cariche compresa quella del presidente del consiglio, ma è chiara l’intenzione del leader del centrodestra stabiese di ripescare gli assessori tecnici a lui graditi per trasmigrarli nella nuova giunta politica.

Daniele Di Martino


Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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