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Politica

Fallimento Terme, continua l’inchiesta sul crac. La Procura riapre il caso

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Sembrava arenata e invece la Procura di Torre Annunziata sembra avere nuovi elementi. Si riapre l’inchiesta sul fallimento di Terme di Stabia, la società dichiarata fallita nel 2015 dopo lo stop al concordato. Il crac finisce di nuovo sotto la lente degli investigatori, a quanto si apprende sulle colonne de Il Mattino, secondo cui è stato notificato un avviso di proroga delle indagini agli indagati. Si tratterebbe degli ultimi cinque rappresentanti legali dell’azienda del Solaro, sempre nominati dalla politica, in quanto il Comune era socio di Terme insieme a Sint (completamente partecipata dell’ente di Palazzo Farnese). Secondo la Procura, attraverso i nuovi elementi raccolti, ci sarebbe anche la possibilità di evitare lo spettro della prescrizione dei reati. Per questo motivo si rischia di scrivere un nuovo capitolo del crac Terme.

dadimar


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Terme, spunta un altro gruppo pronto a rilevare lo stabilimento. Di Martino (IV): subito un consiglio comunale

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Spuntano gli imprenditori anche per Terme di Stabia. La notizia è arrivata nel corso dell’audizione del commissario liquidatore di Sint, Vincenzo Sica. Il progetto prevede una rsa per anziani e un centro di cardiologia collegato al San Raffaele di Milano.

Andrea Di Martino di Italia Viva conferma: “Ieri il commissario liquidatore della Sint Sica, in audizione in commissione speciale Terme, ha annunciato l’esistenza di un gruppo privato, intenzionato ad investire sulle Nuove Terme. Il progetto è quello di una RSA per anziani ed un centro cardiovascolare all’avanguardia, collegato con il San Raffaele di Milano. Intenzione degli imprenditori sembra sia quella di reimpiegare i lavoratori della società fallita Terme di Stabia.
Se le notizie sono fondate sembrerebbe un buon segnale. Pare però che da 20 giorni l’offerta è sul tavolo del Sindaco e attende riscontro. Ora non so quanto sia solida l’offerta, ma penso che sia urgente convocare il Consiglio e avviare un percorso di valutazione dello stato di liquidazione e dei possibili sviluppi. Non vorrei che il tentativo goffo di ingraziarsi i lavoratori, facendo loro prospettare una fantomatica assunzione al Comune, sia l’ennesima occasione persa per la città, sacrificata sull’altare dei microinteressi di alcuni. Consiglio comunale subito e discussione alla luce del sole sul futuro dei beni del Solaro. Non c’è più tempo da perdere”.

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