Il boss Cesarano, al 41-bis, punito per aver salutato un detenuto: assolto in Cassazione

Il boss al 41-bis punito per aver salutato un altro detenuto. La sanzione nei confronti del boss Ferdinando Cesarano annullata dalla Cassazione. Il fatto risale agli inizi del 2019, quando al boss Cesarano viene notificata la sanzione disciplinare dell'ammonizione inflittagli dal Consiglio di disciplina della Casa circondariale dell'Aquila, per aver salutato un altro detenuto, anch'egli sottoposto al regime di cercere duro, appartenente a un diverso gruppo di socialità.
Il fondatore della cosca di Ponte Persica propone ricorso al magistrato di Sorveglianza, vedendosi accolto il reclamo, che di fatto annulla la sanzione. Il Ministero della Giustizia, a sua volta, presenta un ricorso contro la decisione del giudice, ricorrendo al Tribunale di Sorveglianza. Anche in questo caso, il collegio dà ragione al boss Ferdinando Cesarano, "ritenendo - si legge nel provvedimento - che nella semplice dichiarazione di saluto, anche qualora accompagnata dalla menzione di un nome proprio di persona, ma non inquadrata nel contesto di una conversazione, non potesse ravvisarsi una comunicazione in senso proprio".
Il Ministero della Giustizia va fino in fondo, ricorrendo in Cassazione, continuando a sostenere "il divieto di comunicazione fra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità ricomprenderebbe anche il saluto, atteso che, in questo modo, si potrebbe prevenire il pericolo di messaggi occulti e, con essi, di contatti fra soggetti legati allo stesso gruppo criminale".
Ma anche la Suprema Corte "assolve" il boss Ferdinando Cesarano. Un solo saluto tra detenuti al 41-bis, a questo punto, non è ritenuto punibile.

dadimar

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