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Cronaca

Lite tra operatori del Pronto Soccorso per l’accettazione di un bambino: il racconto dell’infermiere

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Castellammare di Stabia. Espone la sua versione dei fatti Raffaele Amodio, sindacalista della FSI dell’ospedale San Leonardo, coinvolto nella giornata di ieri in un’accesa discussione al pronto soccorso per l’accettazione di un bambino. L’infermiere ha anche chiesto l’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza e al trasferimento, avvenuto dopo qualche ora, con un’ambulanza della struttura all’ospedale Santobono di Napoli.

Il racconto. «Arrivato in Pronto Soccorso notavo un’auto in sosta davanti all’ingresso pulito -scrive – con alcune persone a me sconosciute. Alla guida una persona che conoscevo che mi chiamava per chiedere aiuto. Mi riferiva di problemi che avevano nell’accettazione del nipote, disabile, seduto al suo fianco. Notavo che nell’auto c’era un bambino autistico di 6/7 anni dolorante e piangente. Il familiare – prosegue nel racconto Amodio – mi descriveva che era caduto dalle scale. Pur non essendo ancora di turno mi avvicino alla vetrata del triage per chiedere informazioni. Per capire inoltre se c’erano state improvvise variazioni di percorsi o se il pronto soccorso pulito era temporaneamente chiuso. Vista la mia pregressa e recente esperienza di infermiere al Pronto Soccorso ed essendo responsabile sindacale mi sorgevano dubbi circa la regolarità della procedura visto che lo stesso bambino era stato già accettato al pre-triage esterno che l’aveva, dopo valutazione, inviato a quell’interno. Una collega inizia ad inveirmi contro chiedendomi di non intervenire sulla questione. In quell’istante sono rimasto senza parole, poi ho ripreso verbalmente la collega per il modo di esporsi all’accettazione di un triage di pronto soccorso. La stessa – prosegue – mi comunicava che non ero in servizio e continuava a dire di dovermi fare i ca** miei». In tutto ciò nel mezzo della discussione c’era il paziente che era in auto dolorante in attesa del proprio destino e «nessuno del personale medico  almeno e solamente per il tempo della mia presenza si era avvicinato all’auto per sincerarsi dello stato di salute del bambino». Il bambino alla fine è stato trasferito all’ospedale pediatrico di Napoli dove gli è stata riscontrata la triplice frattura di tibia-perone e malleolo. «Prima da collega, poi da cittadino io sono stato trattato, insieme al paziente e ai familiari, in una maniera a dir poco vergognosa». Dell’accaduto avvisata anche la Direzione dell’ospedale che vuole vedere chiaro sulla questione ma Amodio si dice pronto ad intraprendere «azioni legali qualora ve ne fosse bisogno».  Mariarosaria Greco

 


Cronaca

Medico di Sant’Antonio Abate stroncato da un infarto durante una partita di tennis

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L’uomo di Sant’Antonio Abate aveva 46 anni

Sant’Antonio Abate. Stroncato da un arresto cardiaco mentre stava giocando a tennis, sport che amava. Si è spento così nella giornata di oggi Mauro Valeriano D’Auria, gastroenterologo in servizio all’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.

L’uomo, originario di Sant’Antonio Abate, da alcuni anni si era trasferito ad Aversa città di origine della moglie. In tanti hanno espresso, attraverso i social,  i loro messaggi di cordoglio per la scomparsa improvvisa di un amico oltre che un professionista stimato nell’ambiente ospedaliero. Il medico lascia una moglie e due figli piccoli.

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