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Carcassa di cinghiale sul litorale stabiese

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Castellammare di Stabia. Un cinghiale senza vita sul litorale stabiese. La scoperta quest’oggi da una cittadina stabiese che ha postato su un gruppo social cittadino le immagini. Un cinghiale di piccolo taglio, privo di vita, adagiato sulla spiaggia. Il mammifero, finito in mare, è stato trasportato a riva proprio dalle forti mareggiate dei giorni scorsi dovute al maltempo. Probabile sia morto in acqua già diversi giorni fa. Sulla vicenda è stata allertata l’ASL che dovrà provvedere al recupero e alla rimozione del corpo. Non è la prima volta che, insieme ai rifiuti, si trovano resti di animale sulla linea di costa stabiese subito dopo eventi meteorologici avversi quando il mare restituisce a terraferma tutto ciò che praticamente galleggia in acqua.


Cronaca

Castellammare, 87enne tre giorni in ambulanza prima del ricovero. La figlia: “Abbiamo dovuto portare noi cibo e farmaci”(VIDEO)

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Castellammare di Stabia. Tre giorni in ambulanza prima di varcare la soglia del pronto soccorso. E’ la storia di Domenico, 87enne di Castellammare di Stabia, raccontata dalla figlia ai colleghi di Fanpage.it. «A mio padre – racconta – non era consentito lavarsi perchè un caso positivo al Covid e non poteva allontanarsi dall’ambulanza».  Domenico è risultato positivo al covid dopo essersi sottoposto al tampone in vista di un intervento chirurgico, dopo qualche giorno i primi sintomi ed è per questo che è stato necessario il ricovero in ospedale solo che l’ingresso in ospedale è avvenuto dopo tre giorni di attesa. «Per portargli cibo e farmaci abbiamo rischiato». Le due figlie, pur essendo in quarantena perchè contatto stretto di un positivo, si sono viste costrette a raggiungere l’ospedale per consegnare cibo e medicinali al padre. «Abbiamo rischiato una denuncia penale, ma se non ci muovevamo noi dovevamo affidarci al buon cuore di chi era di turno in ambulanza. Ho dovuto portare io l’antibiotico a mio padre sull’ambulanza, se non l’avessimo fatto non avrebbe avuto i farmaci per curarsi. Parliamo di una persona di 90 anni e con febbre a quaranta, non un ragazzino. Neanche un minimo che assicuri la dignità umana, come andare in bagno e lavarsi la faccia». Quello delle ambulanze in fila al San Leonardo è un dramma che da una ventina di giorni affligge l’ospedale alle prese con un’impennata di richieste di assistenza ospedaliera. Ma i posti letto covid non ci sono e le ambulanze pure. (IL VIDEO)

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