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Politica

Sgominato il nuovo clan di Moscarella, il monito del Pd: «Non c’è sviluppo senza legalità»

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Un nuovo clan a Moscarella. L’operazione della Dda di Napoli scoperchia un nuovo scenario criminale a Castellammare. Un’organizzazione nuova e dedita allo spaccio, in concorrenza con le altre cosche del territorio.

Arrivano le prime reazioni politiche, dopo l’operazione di questa notte condotta dai carabinieri. Il Partito Democratico di Castellammare di Stabia esprime la propria soddisfazione per gli arresti effettuati: «Il nostro plauso e sostegno ai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia che, sotto la direzione della DDA di Napoli, hanno stroncato sul nascere l’organizzazione di un’associazione criminale che ha avuto come base uno dei quartieri più “difficili” della nostra città. Quello emerso , a seguito degli arresti di 17 persone, per lo più giovani, rappresenta un quadro preoccupante. È chiaro che sono sempre più i giovanissimi che cadono nella rete dell’illegalità e del malaffare. Il costante e fruttuoso lavoro repressivo che la magistratura e le forza dell’ordine stanno mettendo in campo da anni nella nostra città da sole non bastano, così come non basta l’incessante lavoro messo in campo dalle parrocchie e dalle associazioni. È necessario ed imprescindibile che lo Stato, nelle sue varie sfaccettature, dia segnali tangibili e evidenti. Le forze politiche tutte hanno il dovere di porre al centro della propria proposta il tema della legalità e del contrasto, senza se e senza ma, dei fenomeni malavitosi e camorristici. Su questo tema il PD Stabiese non si tirerà mai indietro, non ci può essere alcun tipo di sviluppo senza legalità».

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Affidamenti diretti, indagano gli 007. Inchiesta partita nel 2018: nel mirino anche un aspirante assessore

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Somme urgenze e affidamenti diretti. Nel mirino degli investigatori sono finiti gli atti con cui sono stati affidati appalti sotto soglia. Nelle ultime settimane sono state acquisite a Palazzo Farnese le documentazioni relative soprattutto alle somme urgenze. D’altronde il grido dall’allarme è stato lanciato, ancor prima dello scoppio della pandemia, dai banchi dell’opposizione. Diverse denunce pubbliche sull’uso degli affidamenti diretti, che poi con l’emergenza Covid sono continuati.

L’Inchiesta della Procura di Torre Annunziata è a 360 gradi sui comuni «caldi» della fascia costiera. Non a caso la prima operazione è scattata proprio a Torre Annunziata con l’arresto di un dirigente comunale. Da lì la necessità di verifiche a tappeto negli uffici tecnici e quindi anche negli uffici pubblici di Castellammare. I raid notturni di questi giorni potrebbero rivelarsi connessi proprio alle recenti indagini.

I riflettori degli investigatori, però, si sono già concentrati a partire dal 2018 sugli affidamenti di Palazzo Farnese. In una lunga e dettagliata informativa, legata all’inchiesta che ha portato agli arresti di politici, tecnici e imprenditori sul caso Cirio, sono finiti sotto la lente proprio costruttori e politici. Telefonate o conversazioni criptate da ambientali in cui si ammetteva, candidamente, di aver avuto rassicurazioni di svolgere lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dei plessi scolastici. Conversazioni in cui compaiono anche esponenti dell’attuale maggioranza di Palazzo Farnese, uno dei quali anche in odore di nomina in giunta nel recente rimpasto in giunta.

Un’informativa che mette insieme il sottobosco della politica e l’imprenditoria locale, i cui esponenti sono sorpresi amabilmente a conversare di fondi europei e su come dirottarli.

Daniele Di Martino

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