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Politica

Dai “responsabili” di Conte ai “responsabili” di Cimmino: sindaco a caccia di stampelle per neutralizzare i delusi del rimpasto

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Dai “responsabili” di Giuseppe Conte ai “responsabili” di Gaetano Cimmino. Il passo è breve. Mentre il presidente del consiglio è a caccia di “stampelle” per tenere in vita il governo, oltre che al riparo dalla fronda di Matteo Renzi, anche a Castellammare il sindaco sarebbe a caccia di voti dall’opposizione. Quello di Cimmino, però, è più un investimento per il futuro che altro. D’altronde non rischia di andare sotto in consiglio comunale. Ma è chiaro che, in un’ottica di rimpasto, gli scontenti sono dietro l’angolo. Tra questi potrebbe esserci proprio la Democrazia Cristiana, che – quanto filtra da Palazzo Farnese – sul piatto delle trattative avrebbe messo il nome di Michele Sanzone. E il sindaco Cimmino ha sin dal primo momento detto no ai segretari di partito.

E allora è partito un sondaggio tra i “responsabili” di Palazzo Farnese. Una manifestazione d’interesse verso chi potrebbe tendere la mano nel momento del bisogno. Tra questi c’è sicuramente Tina Donnarumma, eletta all’opposizione e poi passata alla Lega. Ma il suo potrebbe anche essere un percorso naturale di avvicinamento alla maggioranza di centrodestra. Nelle ultime ore si vocifera anche di un avvicinamento con la consigliera Cinque Stelle, Laura Cuomo. D’altronde i grillini ora vedono di buon occhio i “responsabili”. Infine, Massimo de Angelis, candidato sindaco “prestato” al centrosinistra e che potrebbe rientrare nei ranghi del centrodestra.  Tutto dipende dai nuovi equilibri dopo il rimpasto di giunta.

Al momento le trattative sono in una fase di stallo. Dopo uno sprint iniziale, il sindaco ha tirato il freno a mano. Convinto di trovare una quadra in pochi giorni, si è dovuto scontrare con la realtà delle richieste dei partiti. Su tutte la lista Cimmino sindaco, che ha chiesto di non cambiare la giunta, perché in alternativa e con il manuale Cencelli alla mano, avrebbe dovuto fare la voce grossa e occupare quasi tutte le posizioni vista la consistenza in consiglio comunale. Forza Italia chiede la presidenza del consiglio comunale da assegnare ad Antonio Cimmino e mette sul tavolo delle trattative anche il nome di Amedeo Di Nardo per un’eventuale staffetta in giunta con Stefania Amato.

Insomma, Cimmino rischia di incartarsi. E allora potrebbe decidere di non dedicere. E questa è il sentore che viene fuori da Palazzo Farnese.

Daniele Di Martino


Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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