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Juve Stabia, la crisi è nera: è tutta colpa di Padalino?

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Juve Stabia, la crisi è nera: è tutta colpa di Padalino?

Nel calcio, soprattutto in quello italiano, chiedere l’esonero di un allenatore dopo un periodo di risultati negativi è all’ordine del giorno. Anche a Castellammare, dopo un periodo difficile, la maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori vuole la testa dell’allenatore della Juve Stabia: Pasquale Padalino. Questo succede perché spesso, chi guarda le partite o chi le dovrebbe analizzare, lo fa in modo superficiale. Questa squadra, da quando Padalino siede sulla panchina gialloblu’, cerca sempre di proporre qualcosa, prova sempre a imporre il proprio gioco. Alcune volte ci è riuscita alla grande, altre volte invece sono emersi tutti i limiti tecnici di questa rosa. Ma additare tutte le colpe al tecnico è un’abitudine strettamente italiana. Padalino avrà certamente le sue colpe, ma ci sono calciatori che hanno molte più responsabilità.

UN ATTACCANTE CHE NON SEGNA. Sono trascorse, ormai, 20 giornate di campionato. Statistiche alla mano, la Juve Stabia è dietro praticamente solo alla Ternana per possesso palla e occasioni da gol create. E di occasioni create, ma sprecate, ne contiamo veramente tante. Padalino da tanti mesi a questa parte ha sempre dichiarato di lavorare su questo aspetto, evidentemente ci sono limiti clamorosi nei suoi uomini offensivi. Uno su tutti. Questa volta ci prendiamo le nostre responsabilità. In altre occasioni abbiamo sempre cercato di non “distruggere” calcisticamente parlando Nicolò Romero. Ma si è arrivati a un limite. L’attaccante della Juve Stabia, da quando è sbarcato a Castellammare, ha segnato 4 gol e ne ha sbagliati 400. Anche ieri pomeriggio contro la Casertana è stato capace di esaltare i riflessi del bravo Michele Avella. Ma è possibile che contro di lui tutti i portieri del girone C si esaltino? No, non è possibile, rispondiamo noi direttamente. Per il bene del ragazzo, ma soprattutto della squadra e di questa piazza, in questi ultimi giorni di mercato di riparazione bisognerà piazzarlo da qualche parte. Si è parlato di Bari (clamoroso quanto lo scouting del calcio italiano faccia acqua da tutte le parti) e di Potenza. Bene, la società gialloblu’ deve provare a cederlo. In sei mesi il rapporto tra la mole di gioco creata dalla squadra e le occasioni finalizzate da Romero è stato inversamente proporzionale. E qui allora che ritorna la responsabilità del mister: cosa puo farci Padalino se in ogni gara il suo attaccante si divora dalle 4 alle 6 occasioni da gol? Non sarebbe più semplice cambiare il numero 9 piuttosto che cambiare un intero staff? La società ieri ha confermato il tecnico, e si spera lo faccia fino alla fine della stagione e provi invece a fare qualcos’altro sul mercato.

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CHI NON HA STIMOLI SI FACCIA DA PARTE. Ma non è finita qui. Altra domanda a chi vuole l’esonero di Padalino: se uno dei difensori più esperti, più rappresentativi, con la fascia di capitano al braccio, sta commettendo errori su errori in ogni partita (errori che stanno costando tantissimi punti), cosa può farci il tecnico? Un allenatore prepara in un certo modo la partita, organizza in un certo modo la linea difensiva. Se poi Allievi, o Troest in alcune occasioni, regalano letteralmente delle reti agli avversari, dove sono le colpe del mister? Se alcuni giocatori sono rimasti, probabilmente, senza voglia, tutte queste colpe Padalino non le ha. Forse è arrivato il momento di salutare anche gli ultimi reduci dalla sciagurata retrocessione dello scorso e voltare pagina. Perché in questo modo non si può andare avanti. A questo punto il rischio di retrocedere in Serie D non è basso. Ma le colpe non sono certamente di un allenatore che in questi mesi di lavoro ha cercato di improntare una squadra verso il gioco e verso le idee moderne del calcio. Alcuni elementi, forse, hanno troppi limiti per giocare in questo modo e in questa piazza.

 


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A Castellammare contagi da paura. E il sindaco se la prende con l’ex premier Conte

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Castellammare di Stabia. «Abbiamo sempre anticipato con i nostri provvedimenti le decisioni di Governo e Regione, compreso quanto fatto per l’attività scolastica, ed attualmente a Castellammare ci sono misure che vanno ben oltre la Zona Arancione. Ma il virus, purtroppo, continua a correre veloce». Si difende così il Sindaco Gaetano Cimmino preso di mira negli ultimi giorni dalla popolazione che lamenta l’assenza di controlli e l’adozione di ordinanze deboli. Il primo cittadino commenta la decisione dell’Unità di Crisi della Campania che ha predisposto uno screening di massa a Castellammare di Stabia ed altri comuni del comprensorio alle prese con la variante inglese del Covid. Il Sindaco ha sottolineato l’inadeguatezza del Governo precedente «sotto il profilo degli aiuti per chi è costretto a chiudere; sui vaccini il discorso è ancor più grave. Abbiamo adesso massima fiducia nell’attuale Governo del premier Mario Draghi affinché l’Italia ricopra il ruolo che meriti a livello internazionale, ed affinché la voce dei territori e dei sindaci che sono il primo baluardo di difesa dei cittadini si faccia sentire forte e chiara». Infine ha ringraziato la consigliera Patriarca che è intervenuta sul “caso Castellammare” chiedendo al Governatore De Luca interventi di prevenzione di diffusione del contagio.

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