No al residence di lusso a Marina di Stabia. Arriva il primo stop alla variante progettuale proposta dal porto turistico di via De Gasperi, nell'ambito delle ormai famose «opere a terra». E' la Soprintendenza a fermare le bocce, dopo una sola conferenza dei servizi preliminare in Regione Campania. Per il Mibact le case non servono. O almeno non così tante e comunque in assenza di spazi collettivi da mettere a disposizione della città.
Il parere della Soprintendenza è inequivocabile. Servono modifiche al progetto, così com'è non si può andare avanti. «
La proposta progettuale consiste in una variante al progetto relativo alle opere a terra del compendio Marina di Stabia, che prevede la rimodulazione delle destinazioni di supporto al Marina, precedentemente previste, a sole tre destinazioni: residenziale, ricettiva e commerciale», si legge nel parere allegato all'atto conclusivo della conferenza dei servizi. Il Mibact evidenza come «la città di Castellammare di Stabia dagli anni ’60 in poi del secolo scorso ha subito uno sviluppo caotico con particolare incremento delle aree ad uso residenziale a discapito degli spazi ad uso collettivo», ritenendo anche «che la variante in esame potrebbe rappresentare una opportunità per ridisegnare una parte del tessuto urbano dotando la città di spazi collettivi di cui è carente».
Si arriva così al parere finale: «
Pur considerando il buon livello di qualità architettonica degli edifici rappresentati nella proposta di variante, comunica di non condividere la scelta urbanistica di realizzare tre poli funzionali distinti per destinazione funzionale ed una passeggiata lungo il mare che si interseca con i poli attraverso sporadici attraversamenti trasversali».
Infine la Soprintendenza «auspica una revisione della proposta di variante che integri le destinazioni funzionali con attività di interesse collettivo capaci di interagire con il territorio».
Tradotto in soldoni: tutto da rifare!
Daniele Di Martino