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Rimpasto, la “mossa del cavallo” di Cimmino: D’Apice presidente del consiglio

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Emanuele-D'Apice

Tutto ruota intorno alla presidenza del consiglio. E’ questo il pomo della discordia che tiene ingessato il rimpasto di giunta. Doveva essere uno dei primi atti politici del 2021, ma il sindaco Gaetano Cimmino non ha ancora trovato i giusti equilibri per chiudere la partita. Nell’ultimo week end sarebbe arrivata la “mossa del cavallo” del leader del centrodestra: Emanuele D’Apice presidente del consiglio comunale. Un nome finora “coperto” e che nelle ultime ore è iniziato a circolare a Palazzo Farnese. Quindi l’attuale capogruppo della lista Cimmino Sindaco sarebbe il successore di Vincenzo Ungaro. Per l’attuale presidente bisognerà trovare una collocazione: per tanti dovrebbe essere promosso in giunta, ma al momento sembra destinato a diventare capoguppo, con una vera e propria staffetta D’Apice-Cimmino. Un avvicendamento che, a parere del sindaco Cimmino, è più facile da digerire, in quanto D’Apice è risultato primo eletto della coalizione alle amministrative del 2018. Secondo le regole non scritte della politica, il ruolo gli spetterebbe di diritto.

A questo punto bisogna trovare la quadra con Forza Italia, che spingeva per Antonio Cimmino alla presidenza del consiglio comunale. Se confermati i rumors che danno quasi per certo l’avvicendamento D’Apice-Ungaro, i forzisti di Berlusconi sono pronti a chiedere la poltrona di vicesindaco con Amedeo Di Nardo, nipote di Nello e regista dell’operazione che ha portato Vescovini ad assumere gli operai Meridbulloni.

Un altro grande problema è rapporesentato dalla Dc, che spinge per il nome di Michele Sanzone, su cui il sindaco ha già espresso un parere negativo.

Daniele Di Martino


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Sprint finale per la giunta, ripartono le trattative. Due posti per tre liste: Lega, Dc e Cimmino Sindaco

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Lo sprint finale. Ripartono le trattative, fermate da problemi personali che esulano dalla politica. Già nel week end il sindaco Gaetano Cimmino è ritornato a dialogare con partiti e liste civiche. La situazione è cristallizzata a dieci giorni fa, quando ormai rebus giunta sembrava a un passo dalla soluzione.

Gli ultimi dubbi ruotano attorno a due nomine in particolare. Sono infatti due i posti per tre liste: Fondazione Dc, Cimmino sindaco e Lega. La scelta spetta direttamente al sindaco Cimmino.

Ricapitolando le nomine sicure o quasi sono le seguenti: per Cimmino sindaco Fulvio Calì all’Urbanistica con il grado di vicesindaco (e il presidente del consiglio Emanuele D’Apice); per Forza Italia Amedeo Di Nardo alle politiche sociali e Antonio Cimmino ai lavori pubblici; Solo per Castellammare punta su Sabrina Di Gennaro all’Ambiente; Fratelli d’Italia Silvana Cascone all’istruzione.

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Fondazione Dc non si smuove dal nome di Michele Sanzone per le deleghe di turismo e cultura. Il sindaco ora dovrà scegliere chi buttare giù dalla torre per far entrare un nome femminile della Lega (che non sarà Tina Donnarumma, recentemente nominata coordinatrice dell’area sud della provincia di Napoli). Quindi andrà fuori uno tra Michele Sanzone (Dc) e Gaetano De Stefano (Cimmino Sindaco). Nel caso in cui il sindaco dovesse scegliere Sanzone, l’ultima quota rosa andrebbe o alla Lega o alla lista Cimmino Sindaco.

Una schiarita è attesa per il prossimo fine settimana, quando potrebbe essere presentata la nuova squadra di governo cittadina.

Daniele Di Martino

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