Seguici sui Social

Politica

Da Pompei il voto contrario a Draghi, la Senatrice La Mura(M5S): “Perplessa sulla linea di Governo”

Pubblicato

il


Un voto che è costato l’espulsione dal Movimento 5 Stelle per la Senatrice Virginia La Mura che, insieme ad altri 15 colleghi senatori, non ha votato la fiducia a Mario Draghi ieri sera a Palazzo Madama. Per loro ci sarà l’espulsione come fatto sapere dal reggente politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, in un post su Facebook. Si tratta di Rosa Abate, Luisa Angrisani, Margherita Corrado, Mattia Crucioli, Fabio Di Micco, Silvana Giannuzzi, Bianca Granato, Virginia La Mura, Elio Lannutti, Barbara Lezzi, Matteo Mantero, Cataldo Mininno, Nicola Morra, Fabrizio Ortis, Vilma Moronese.
“Ho votato no alla fiducia a questo governo, riservandomi di valutare le azioni che intraprenderà quando saranno presentate al Parlamento”, così la senatrice Virginia La Mura, capogruppo M5S in commissione Territorio, Ambiente e Beni ambientali. “Dalle linee programmatiche comunicate ieri mattina dal presidente Draghi, emerge a mio parere – continua La Mura – un orientamento che vede lo Stato e i settori che lo compongono secondo un’ottica aziendalistica che bada al profitto e non al benessere di chi vi è coinvolto. Il presidente Draghi ha parlato di capitale umano e mai di persone se non in riferimento a età lavorativa, redditi di persone fisiche o dotazioni di personale. Un’ottica da cui dobbiamo allontanarci, anche e sopratutto in campo ambientale dove transizione ecologica non può far riferimento solo a mercati e settori energetici. Abbiamo invece bisogno di un’economia ecologica che si metta al servizio della tutela degli equilibri della natura, abbracciando nel contempo gli equilibri sociali e i diritti delle persone. Infine, non penso che un governo di tutti possa essere un governo a nome degli italiani. Vedo invece un governo in cui il consenso di tutti delega le decisioni a pochi”.


Politica

Emergenza Covid, il vicesindaco chiama l’opposizione: «Vi chiediamo una tregua»

Pubblicato

il

Calì

«Pronto, sono Fulvio». I telefoni dei consiglieri di opposizione squillano e rispondono all’inusuale chiamata del vicesindaco Calì. «Vi chiediamo una tregua» è il messaggio che il numero due di Palazzo Farnese fa arrivare alla minoranza e ai partiti di centrosinistra. D’altronde, i suoi buoni uffici e le radici di sinistra sono evidenti. Ha forse più amici all’opposizione che in maggioranza.

Al momento il centrosinistra sembra aver risposto all’appello, con appelli soft sull’emergenza sanitaria in corso, con Castellammare tra le città più colpite dalla pandemia.

Ma nel centrodestra qualcuno ha storto il naso quando, al Tg3, ha chiesto in diretta l’invio dell’esercito. «E’ una posizione che non è stata concordata con la maggioranza» è la voce di dentro alla coalizione guidata dal sindaco Cimmino. E nel bel mezzo del rimpasto di giunta e in previsione di una sola riconferma, quella appunto di Fulvio Calì, non è il massimo.

LEGGI  Coronavirus, il Presidente della Juve Stabia regala un abbonamento all'infermiere contagiato sul posto di lavoro: Mi ha colpito la sua storia

Daniele Di Martino

Continua a leggere