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Calcio

La Juve Stabia c’è ma non basta: termina 1-1 il big match con il Catania

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La Juve Stabia pareggia 1-1 contro il Catania dopo un bel match avvincente al Romeo Menti.

La Juve Stabia mette alle spalle il periodo negativo di gennaio e infila il secondo risultato utile consecutivo: al Romeo Menti di Castellammare di Stabia termina 1-1 contro una gran bella squadra come il Catania di mister Raffaele. Il cambio di modulo, le idee del mister e la voglia dei ragazzi di far bene hanno fatto la differenza. Un pareggio importante che deve far guardare con fiducia al prossimo futuro. Altro che via Langella o via Padalino. Questa squadra è viva!

Prima frazione d’altissimo livello da parte della formazione allenata da mister Padalino. Il cambio tattico sembra stia portando sin da subito i suoi frutti, e infatti sono proprio gli esterni, Rizzo e Scaccabarozzi, a mettere in difficoltà maggiormente gli Eteni. Ma la prima occasione del match capita proprio al nuovo acquisto, Alessandro Marotta, che a tu per tu con Confente non riesce a ribadire una palla vagante in area piccola. Ma ciò che è emerso nei primi 45 minuti è stata l’attenzione di tutti gli effettivi in campo ad ogni attacco del Catania. E poi una gran voglia di ripartire e far male gli avversari. Proprio da una transizione offensiva dei gialloblu’ nasce il gol del vantaggio dei padroni di casa: Borrelli fa un grandissimo lavoro sull’out di destra e serve l’accorrente Scaccabarozzi che fredda il portiere avversario anche grazie a una deviazione. La Juve Stabia, a pochissimi istanti dalla fine del primo tempo, avrebbe anche l’opportunità di raddoppiare, prima con Scaccabarozzi direttamente da calcio di punizione e poi dal corner seguente Mulè non riesce a trovare l’impatto giusto col pallone a pochi centimetri dalla rete.

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E’ un altro Catania quello che rientra dagli spogliatoi per il secondo tempo. La squadra di mister Raffaele alza molto il baricentro costringendo la Juve Stabia ad abbassarsi troppo. La prima occasione, però, è per i padroni di casa con Vallocchia, il cui sinistro viene deviato con le unghie da Confente. Ma poi è il Catania a prendersi il pallino del gioco. Prima Di Piazza si divora la rete del pari grazie anche un ottimo intervento di Russo, poi direttamente da calcio di punizione Maldonado, grazie a una deviazione decisiva, trova il gol del pareggio. Dopo il pari le due squadre riabbassano i ritmi, in attesa di un errore di una o dell’altra. Errore che non arriva, termina 1-1 il match al Romeo Menti.


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La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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