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Cronaca

L’allarme di Coldiretti: più del 90% dei comuni a rischio frane e alluvioni

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Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai fenomeni di dissesto idrogeologico provocati dalle forti precipitazioni in costiera Amalfitana e nel Cilento. Sono infatti saliti a 7275 i comuni – sottolinea la Coldiretti – con parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, il 91,3 per cento del totale ma la percentuale sale al 93 per cento in Campania dove la provincia di Salerno si classifica come una delle più a rischio a livello nazionale. Il risultato è che – continua la Coldiretti – sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre un quarto della terra coltivata (-28 per cento) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari. Per questo – continua la Coldiretti – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne. Il Recovery fund è una opportunità per intervenire e realizzare una grande rete di bacini di accumulo capace di garantire una costante disponibilità di acqua per l’agricoltura e la produzione di energia rinnovabile. Un esempio è il progetto che Coldiretti ha condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti per la messa in cantiere di una rete diffusa di invasi per consentire una regimazione delle acque che garantirà una riduzione dei danni causati dagli eventuali eccessi di ruscellamento, fornendo inoltre un contributo per l’approvvigionamento idrico per gli interventi antincendio e sostenendo inoltre la produzione di energie rinnovabili da fonte idrica.


Cronaca

Covid, Terzigno primo comune dell’area vesuviana a proclamarsi zona rossa

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Terzigno. Stretta sugli assembramenti a Terzigno, comune dell’area vesuviana, nella settimana tra il 22 e il 28 febbraio, si è registrata un’incidenza di nuovi positivi per 100mila abitanti pari a 589,2, a fronte del dato complessivo dell’intera Campania pari a 227,81. Il sindaco Francesco Ranieri ha firmato un’ordinanza per far fronte alle “numerose segnalazioni di persone, e in particolare minori, che sostano in prossimità di esercizi commerciali o in piazze e strade, prive dei dispositivi di protezione prescritti”. L’ordinanza dispone, da venerdì 5 a domenica 21 marzo, il “divieto di stazionare e fermarsi nelle piazze e strade cittadine dalle ore 5 alle ore 22, salvo che per motivate e comprovate esigenze lavorative o di studio o situazioni di necessità o per motivi di salute, ovvero per la necessità di usufruire di servizi non sospesi”. Analogamente, viene disposto il divieto di fumare e consumare bevande in piazze e strade dalle 5 alle 22 e il divieto di circolazione, per tutto l’arco della giornata, di automobili con a bordo più di due persone non conviventi. Coprifuoco per i minorenni dalle 18 alle 22 se non accompagnati da un maggiorenne convivente. Nell’ordinanza si invita inoltre tutti i cittadini “a non uscire di casa, fatto salvi i casi assolutamente indispensabili”, e i genitori “a vigilare affinché non consentano ai figli minorenni l’accesso in strade e luoghi pubblici senza essere accompagnati da un adulto e per comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità”. Ranieri, in un post su Facebook con il quale annuncia l’ordinanza, spiega: “Ho cercato fino alla fine di evitare il pugno duro confidando sempre nella mia comunità che si è sempre contraddistinta in precedenza. Purtroppo i numeri non ci danno ragione.

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