Seguici sui Social

Politica

Monte Faito, Pd e Iv all’attacco di Cimmino: «Amministrazione assente»

Pubblicato

il

Funivia-faito


«Amministrazione assente». Passano all’attacco Pd e Italia Viva sulla questione Faito, la montagna contesa con Vico Equense. La città della costiera sorrentina sta per mettere le mani sul 50% del territorio, mentre da Castellammare nessuno batte un colpo. E questo il centrosinistra lo sta facendo notare.

«Non ci sorprende l’ennesima assenza dell’Amministrazione Comunale dal dibattito che si sta svolgendo sulle sorti del Monte Faito – si legge in un documento del Pd stabiese – in fondo da questo punto di vista la “corazzata” Cimmino mantiene una sua coerente linearità nell’essere silente su tutto ciò che riguarda la città: dalla gestione della crisi pandemica ed economico-sociale al rilancio del tessuto produttivo.
La notizia delle ultime ore dell’iniziativa del Comune di Vico Equense volta ad acquisire la quota proprietaria della Città Metropolitana del Monte Faito rappresenta un’occasione per aprire una riflessione seria sul rilancio possibile di una montagna che rappresenta non solo una parte consistente del territorio della nostra città ma anche e soprattutto un pezzo di identità irrinunciabile per Castellammare.
Monte Faito è il punto di congiunzione tra diversi territori e diverse comunità ed è giusto che siano proprio quei territori e quelle comunità direttamente chiamate in termini di responsabilità a cimentarsi con una prospettiva credibile di “rigenerazione” economica, culturale ed ambientale di un Asset strategico per integrare e rafforzare l’offerta turistica dell’intero distretto turistico che tiene insieme a “valle” Pompei, Castellammare di Stabia, Penisola Sorrentina e Monti Lattari, con l’obiettivo di fare del Monte Faito un “Hub ad alta quota” a servizio dei nostri territori.
In questo quadro di ragionamento, dove il tema politico ed amministrativo è quello di costruire una più forte ed efficace governance degli Enti Locali, si inserisce la necessità per il Comune di Castellammare di “rafforzare” l’iniziativa del Comune di Vico Equense mettendo in campo un’analoga azione volta all’acquisizione dell’altro 50% della quota proprietaria in capo alla Regione Campania».
Infine la proposta Pd: «Dobbiamo mettere in campo da subito uno schema istituzionale capace di valorizzare allo stesso tempo la Regione Campania nella sua naturale funzione di programmazione delle ingenti risorse comunitarie ed i Comuni di Castellammare e Vico Equense nel ruolo di soggetti attuatori delle necessarie politiche di sviluppo conseguenti.
Come Pd metteremo in campo tutte le azioni necessarie per sviluppare un dibattito che rimetta al centro la nostra città».

Proposte che arrivano anche da Italia Viva e dal capogruppo Andrea Di Martino: «Monte Faito non è un bene che può essere trattato campanilisticamente. I costi di gestione e manutenzione delle strutture insediate in montagna sono altissimi. Di certo difficilmente sostenibili da un comune come quello di Vico Equense, da solo. Tanto più se si tratta di acquisire solo il 50% delle quote di una società di cui la restante parte è della Regione. I comuni di Castellammare Vico equense e Pimonte si devono coordinare e chiedere alla Regione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote della Città Metropolitana. Per poi chiedere di entrare con quote di minoranza nella nuova società regionale. Per costruire insieme un piano di valorizzazione dei beni del Faito, insieme alla Curia Vescovile, il Gal ed i privati operatori economici del luogo. Il piano potrebbe articolarsi su tre direttive di sviluppo: sostenibilità ambientale; valorizzazione della zootecnia e della agricoltura montana; Turismo in coming, marketing territoriale e valorizzazione dei prodotti; Un lavoro così articolato andrebbe inserito nel Recovery Plan in fase di preparazione da parte del governo Draghi. Per fare questo è indispensabile il coordinamento degli assessorati regionali competenti».


Politica

Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

Pubblicato

il

I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

LEGGI ANCHE:
Castellammare, volontari della parrocchia ripuliscono Piazza Fontana Grande

Continua a leggere