Bilancio, l’opposizione scrive al Prefetto: «Garantire il consiglio in presenza. Il voto online è irregolare»

Consiglio comunale su bilancio e revisori dei conti, l'opposizione scrive al Prefetto di Napoli. Le minoranze chiedono una nuovo convocazione in presenza per discutere del documento finanziario e il blocco della votazione online per la nomina del presidente dei revisori. Una richiesta che arriva in seguito all'articolo di StabiaNews.it.

«In data odierna ci è stata notificata a mezzo pec la convocazione del consiglio comunale in modalità videoconferenza per il giorno 4 e 5 maggio - si legge nella nota a firma di Andrea Di Martino (Iv), Eutalia Esposito (PdC), Giovanni Nastelli (UpS), Francesco Nappi (M5s), Francesco Iovino (Pd), Tonino Scala (LeU) - Con all’ordine del giorno la approvazione del bilancio e di previsione e l’elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti». I consiglieri evidenziano «che la conferenza dei capigruppo aveva precedentemente concordato di tenere la sessione di Bilancio in presenza per i giorni 26 e 27 aprile, trattandosi di argomento delicato, il cui esame e voto in videoconferenza poteva arrecare difficoltà allo svolgimento pieno e libero delle facoltà concesse ad ogni singolo consigliere. Nello spostare lo stesso consiglio al giorno 4 e 5 maggio, la conferenza dei capigruppo aveva  convenuto  comunque di valutare le modalità di svolgimento, anche sulla base dell’andamento epidemiologico in città. Considerato che siamo in zona gialla e che non risultano picchi di contagio negli ultimi giorni, non si comprendono le ragioni per cui si è deciso di convocare in videoconferenza il consiglio, senza una riconvocazione della conferenza dei Capigruppo».

I dubbi riguardano soprattutto la votazione online (a scrutinio segreto) per la nomina del presidente del collegio dei revisori: «Si nutrono dubbi sulla possibilità che nella sessione dedicata al bilancio, si possano inserire punti di non diretta pertinenza con lo stesso, accogliamo con sorpresa e grave preoccupazione, la possibilità che un voto segreto si possa svolgere e garantire con una piattaforma web non meglio certificata. Senza che questo sia stato preventivamente vagliato da ogni singolo consigliere e soprattutto senza che un regolamento, una norma anche di tipo statutario introduca la possibilità del voto segreto a distanza. La segretezza del voto non esiste  senza un quadro normativo di riferimento, senza alcuna garanzia e con certificazioni emesse da privati di cui si ignora l’autorevolezza» scrivono ancora i consiglieri di opposizione. La minoranza quindi chiede «che si modifichi la modalità di svolgimento del consiglio da videoconferenza a seduta in presenza, assumendo tutte le precauzioni di distanziamento e di tampone rapido preventivo atte a garantire la sicurezza, e al limite prevedere come eccezione la possibilità di collegamento a distanza per eventuali consiglieri positivi al Covid 19. In subordine, qualora questa prima istanza non fosse accolta positivamente, cassare il punto all’ordine del giorno: elezione del presidente del collegio dei revisori dei conti, perché la modalità di voto indicata non dà nessuna garanzia di segretezza senza un quadro normativo di riferimento».

Daniele Di Martino

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