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Castellammare resta in zona rossa «rafforzata»: l’ordinanza del sindaco

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castellammare resta in zona rossa «rafforzata»: l’ordinanza del sindaco

Castellammare resta in zona rossa «rafforzata» per volere del sindaco Gaetano Cimmino. In pratica, il primo cittadino mantiene tutte le limitazioni aggiuntive, almeno per un’altra settimana.

«Le principali misure, che inaspriscono le disposizioni dell’Area Rossa, includono le restrizioni per gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, la cui attività sarà consentita dalle ore 5 fino alle ore 19 – ha fatto sapere il sindaco – La vendita con consegna a domicilio è consentita invece fino alle ore 22 per gli esercizi di vendita di generi alimentari e per gli esercizi di vendita di saponi, detersivi e affini. Inoltre le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie e similari) sono consentite: sia nella forma di ristorazione con asporto sia nella forma di ristorazione con consegna a domicilio nella fascia oraria dalle ore 5 alle ore 18. Ed esclusivamente con consegna a domicilio dalle ore 18 in poi. In tale fascia oraria la consegna a domicilio non è consentita a bar e altri esercizi simili senza cucina».
Il mercato rionale del San Marco sarà riaperto per le giornate di martedì e sabato, esclusivamente per la vendita di generi alimentari, garantendo il contingentamento degli accessi. L’accesso alla villa comunale e agli arenili sarà consentito dalle ore 6.30 alle ore 8.30, esclusivamente per l’attività sportiva individuale.
Si è riunito oggi, inoltre, il tavolo permanente con l’assessore alla Pubblica istruzione Maria Romano, i dirigenti scolastici, i rappresentanti dell’Ascom e il comandante della polizia municipale. Il nuovo Decreto Draghi, di fatto, vincola in maniera netta e inderogabile gli enti locali a garantire l’apertura delle scuole a partire da mercoledì 7 aprile. In particolare, per l’Area Rossa, sono previste le riaperture per gli asili nido, le scuole dell’infanzia, primaria e prima media.

«Abbiamo recepito le istanze dei dirigenti scolastici – ha spiegato Cimmino – per l’implementazione del trasporto pubblico e un’attenzione maggiore ai controlli in prossimità delle aree di ingresso e uscita delle scuole. La tutela della salute dei giovani è la nostra assoluta priorità. Abbiamo già messo a punto da tempo tutti gli interventi necessari per l’adeguamento strutturale degli edifici scolastici e, in totale armonia e sinergia con i dirigenti scolastici e le forze dell’ordine, siamo pronti per riprendere l’attività didattica in presenza in condizioni di sicurezza».


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ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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castellammare resta in zona rossa «rafforzata»: l’ordinanza del sindaco

E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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