Politica
Giallo sulla nomina del nuovo commissario Dc. Coda smentisce: «Solo io rappresento il partito»
Ennesimo colpo di scena nella Democrazia Cristiana stabiese
Una nuova nomina alla guida della Democrazia Cristiana. Un nuovo giallo. Sta diventando una telenovela la riorganizzazione del partito dello scudo crociato a Castellammare.
Spunta la nomina di un commissario cittadino, ma nel frattempo arrivano le rassicurazioni che il partito resta saldo nelle mani di Salvatore Coda. Tutto nasce da una comunicazione del coordinatore regionale Felice Spera al sindaco Gaetano Cimmino, con la quale annuncia di aver affidato l’incarico di commissario cittadino a Raffaele Esposito, ex assessore di giunte di sinistra vicinissimo all’ex sindaco Nicola Cuomo. Il tutto farebbe presagire un ritorno alle origini di Cuomo, nipote di Antonio Gava, lo storico capocorrente dei Dorotei che ha fatto la storia della Democrazia Cristiana. Ma subito arriva uno stop.
L’attuale coordinatore Salvatore Coda smentisce qualsiasi altra nomina, dopo aver ricevuto rassicurazioni dalla sede romana del partito: «Affermo come unico coordinatore del Partito della Democrazia Cristiana del comune di Castellammare di Stabia, che questa notizia inidonea provoca grave ed irreparabile pregiudizio con il riconoscimento dello stato delle posizioni giuridiche che hanno legittimato l’azione giudiziaria da parte della Democrazia Cristiana rappresentata dall’On. Renato Grassi, Segretario Nazionale e dal Segretario Amministrativo Dott. Mauro Carmagnola, legale rappresentante. Nessun riconoscimento di validità trova traccia a favore di una qualsivoglia affermazione di queste associazioni, formazione, fondazione nè di altri organi o gruppi whatsapp, che pretendono di richiamarsi nelle conformità statutarie che riconducono alla D.C. Ribadisco ancora una volta che la DC con il vero simbolo da me rappresentata nel comune di Castellammare di Stabia e non solo è sempre stata ed è a sostegno dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Gaetano Cimmino.
È ora di finire con questi personaggi che si definiscono “politici” e che rincorrano da un partito ad altro, da uno scanno ad una poltroncina, basta, Stabia rubata, stuprata da anni da queste “famiglie” che si sono rincorse per anni saccheggiando l’intera Città».

