Seguici sui Social


Cronaca

Incide del contagio in leggero calo in Campania. Da lunedì sarà zona arancione

Pubblicato

il


In lieve flessione la curva del contagio in Campania. Da lunedì la regione passa in zona arancione

Sono 1.994 i nuovi positivi al Covid in Campania nelle ultime 24 ore di cui 748 sintomatici, su 19.495 tamponi molecolari esaminati. La curva del contagio cala in modo lieve con un indice di positività (relativo ai soli test molecolari) del 10,22% rispetto al 10,94% precedente. Nel bollettino dell’Unità di crisi, aggiornato alla mezzanotte scorsa, le nuove vittime sono 31 e 1.520 i guariti. I posti letto occupati in terapia intensiva calano da 136 a 131; in calo anche quelli di degenza ordinaria: 1.507 rispetto a 1.557 precedenti.

 

E’ in questo contesto che la regione da lunedì passerà in zona arancione. Infatti nella serata odierna, secondo quanto si apprende da una nota del Ministero, il ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato il provvedimento che istituisce la zona arancione a partire da lunedì.

LA CAMPAGNA VACCINALE. Ammontano, invece, a 881.129 i vaccinati con la prima dose in Campania. Lo rende noto l’ Unità crisi regionale. Di essi, 321.947 hanno ricevuto anche la seconda dose. Le somministrazioni di vaccini effettuate sono state, in totale, 1.203.076; I i dati sono aggiornati alle ore 12 di oggi.

L’IRA DEL GOVERNATORE DE LUCA. «La Regione Campania ha ricevuto un numero di vaccini pari al 25 per cento della popolazione. Siamo l’ultima regione in Italia per la fornitura: è una vergogna – ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca nel corso del consueto appuntamento sui social del venerdì – ed è scandaloso che nessuno ponga fine a questo».


Pubblicità

Cronaca

Campania, Vincenzo De Luca dice no al “mix” di vaccini

Pubblicato

il

«Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna. Astrazeneca per chi lo ha ricevuto in prima dose»

Già qualche giorno, Vincenzo De Luca, aveva usato la sua consueta ironia per mostrare il suo disappunto sul cambio di linea in merito alla seconda dose del vaccino Astrazeneca. E in diretta Facebook aveva detto: «Oggi dovremo porre un quesito: chi è sotto i 60 anni e ha fatto la prima dose Astrazeneca che fa con il richiamo? A chi lo chiedo, a un generale o a un medico? Io non so a chi devo fare la domanda». Oggi, il governatore della Campania va oltre e rende noto che la domanda non ha alcuna intenzione di porsela visto che la decisione l’ha presa direttamente lui. E così in Campania è scattato il divieto di utilizzare il mix di vaccini. «Le vicende degli ultimi giorni relative all’uso del vaccino Astrazeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale. Occorre dunque ricostruire il rapporto di fiducia verso lo Stato, oggi fortemente compromesso», avverte De Luca.

Al tal fine, spiega, «sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi. La realtà è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale». Auspica una «radicale semplificazione. Si chiariscano i ruoli. Si riconduca – prosegue De Luca – la funzione del Commissario a un lavoro esclusivamente tecnico-operativo, relativo alla distribuzione dei vaccini. Si riconduca la comunicazione medico-scientifica al solo ministero della Salute, che deve assumersi la responsabilità di fornire gli orientamenti, facendo parlare una sola persona incardinata nel ministero stesso», ribadisce il governatore. Anche perchè «il livello di confusione esistente rischia di pregiudicare lo stesso prosieguo della campagna vaccinale». Da qui la linea della Regione Campania che «ritiene necessario fare scelte chiare. Da oggi, non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna – spiega De Luca – Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale». Infine un appello gli organi centrali affinchè «siano eliminate, nella comunicazione, espressioni del tipo: “è raccomandato”, “è consigliato”, “e’ preferibile”, ma si dica semplicemente; “è consentito”, o “è vietato”».

Continua a leggere

Trending