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Politica

Incubo scioglimento, quando Salvini ammise: «Castellammare monitorata»

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Una risposta del ministro Lamorgese non c’è ancora, ma c’è quella di Matteo Salvini. Precisamente due anni fa, il leader della Lega, all’epoca a capo del Viminale col governo giallo-verde, rispondeva a Gennaro Migliore in seguito a un’interrogazione parlamentare e la relativa richiesta di invio della commissione d’accesso. Parliamo di un periodo a cavallo tra le diverse inchieste denominate «Olimpo», che all’epoca lambivano Palazzo Farnese. Diversamente, ora, i pentiti parlano di un voto condizionato e del sostegno a un partito ben preciso. Al momento parole e intercettazioni che non hanno avuto seguito.

Ma ora risuonano più che mai le parole scritte dal leader del Caroccio due anni, nel rispondere all’ex deputato del Pd.

Riguardo alla richiesta di invio della commissione d’accesso formulata da Gennaro Migliore, Salvini all’epoca ammise che un provvedimento del genere «presuppone l’esistenza di informazioni qualificate circa il possibile condizionamento dell’amministrazione stressa da parte delle organizzazioni criminali di stampo mafioso» e che quindi era necessario «effettuare valutazioni complesse, di carattere riservato, da condividere in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione della Procura Distrettuale Antimafia».

E Matteo Salvini, il cui partito ora siede tra i banchi della maggioranza di Palazzo Farnese, ammetteva «che il Comune in questione è sottoposto a un puntuale monitoraggio, attraverso le forze dell’ordine e con un costante raccordo con l’autorità giudiziaria, per verificare la sussistenza di qualsivoglia forma di condizionamento che possa costituire il presupposto per l’eventuale avvio della procedura finalizzata alla misura dello scioglimento straordinario».

Ora si attende la risposta di Lamorgese all’interrogazione presentata da Sandro Ruotolo & co. Alla base c’è sempre la richiesta di invio della commissione d’accesso.

Daniele Di Martino


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ELEZIONI | Meloni, prima “doppia cifra” nell’ex Stalingrado del Sud. Exploit Cinque Stelle, bene Forza Italia

Centrosinistra travolto dalla furia grillina

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E’ la prima volta in doppia cifra per Fratelli d’Italia. La destra sfonda anche nell’ex Stalingrado del Sud, Castellammare di Stabia. Soltanto la furia elettorale grillina ferma l’ascesa del centrodestra. Nel territorio stabiese i Cinque Stelle continuano ad essere il primo partito, riuscendo a spuntarla contro il centrodestra guidato da Annarita Patriarca. Un miracolo che porta la firma di Gaetano Amato. Mentre il centrosinistra ha sofferto di parecchio il nuovo exploit grillino. Nulla di nuovo da queste parti, dove il reddito di cittadinanza ha influito oltremodo nel consenso al partito di Giuseppe Conte. C’era da aspettarselo.

La sorpresa è sicuramente Fratelli d’Italia con quasi il 12%. La doppia cifra per il partito della Meloni non era per nulla scontato. A Castellammare le percentuali sono sempre state al minimo, anche quando la destra – su scala nazionale – riusciva a racimolare voti. Il partito sarà anche stato trascinato dall’effetto Meloni, la premier in pectore, ma ha dovuto fare i conti con Forza Italia, trascinato dalla candidata Annarita Patriarca e sostenuto da tutta l’ex maggioranza di centrodestra, compreso l’ex sindaco Gaetano Cimmino. I forzisti sono andati ben oltre l’8% nazionale, arrivando addirittura al 13%.

Non è stato esaltante il risultato di Azione-Italia Viva. Il partito di Renzi e Calenda non riesce ad agguantare la soglia del 6%, altro dato al di sotto della soglia nazionale.

Alla fine chi ha risentito più di tutti la furia grillina è stato il Partito Democratico. A Castellammare si arriva al 16%, ma è anche vero che a livello nazionale il partito di Letta ha forse toccato uno dei punti più bassi.

Daniele Di Martino

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