Politica
Incubo scioglimento, quando Salvini ammise: «Castellammare monitorata»
Una risposta del ministro Lamorgese non c’è ancora, ma c’è quella di Matteo Salvini. Precisamente due anni fa, il leader della Lega, all’epoca a capo del Viminale col governo giallo-verde, rispondeva a Gennaro Migliore in seguito a un’interrogazione parlamentare e la relativa richiesta di invio della commissione d’accesso. Parliamo di un periodo a cavallo tra le diverse inchieste denominate «Olimpo», che all’epoca lambivano Palazzo Farnese. Diversamente, ora, i pentiti parlano di un voto condizionato e del sostegno a un partito ben preciso. Al momento parole e intercettazioni che non hanno avuto seguito.
Ma ora risuonano più che mai le parole scritte dal leader del Caroccio due anni, nel rispondere all’ex deputato del Pd.
Riguardo alla richiesta di invio della commissione d’accesso formulata da Gennaro Migliore, Salvini all’epoca ammise che un provvedimento del genere «presuppone l’esistenza di informazioni qualificate circa il possibile condizionamento dell’amministrazione stressa da parte delle organizzazioni criminali di stampo mafioso» e che quindi era necessario «effettuare valutazioni complesse, di carattere riservato, da condividere in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione della Procura Distrettuale Antimafia».
E Matteo Salvini, il cui partito ora siede tra i banchi della maggioranza di Palazzo Farnese, ammetteva «che il Comune in questione è sottoposto a un puntuale monitoraggio, attraverso le forze dell’ordine e con un costante raccordo con l’autorità giudiziaria, per verificare la sussistenza di qualsivoglia forma di condizionamento che possa costituire il presupposto per l’eventuale avvio della procedura finalizzata alla misura dello scioglimento straordinario».
Ora si attende la risposta di Lamorgese all’interrogazione presentata da Sandro Ruotolo & co. Alla base c’è sempre la richiesta di invio della commissione d’accesso.
Daniele Di Martino

