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Politica

Incubo scioglimento, quando Salvini ammise: «Castellammare monitorata»

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Una risposta del ministro Lamorgese non c’è ancora, ma c’è quella di Matteo Salvini. Precisamente due anni fa, il leader della Lega, all’epoca a capo del Viminale col governo giallo-verde, rispondeva a Gennaro Migliore in seguito a un’interrogazione parlamentare e la relativa richiesta di invio della commissione d’accesso. Parliamo di un periodo a cavallo tra le diverse inchieste denominate «Olimpo», che all’epoca lambivano Palazzo Farnese. Diversamente, ora, i pentiti parlano di un voto condizionato e del sostegno a un partito ben preciso. Al momento parole e intercettazioni che non hanno avuto seguito.

Ma ora risuonano più che mai le parole scritte dal leader del Caroccio due anni, nel rispondere all’ex deputato del Pd.

Riguardo alla richiesta di invio della commissione d’accesso formulata da Gennaro Migliore, Salvini all’epoca ammise che un provvedimento del genere «presuppone l’esistenza di informazioni qualificate circa il possibile condizionamento dell’amministrazione stressa da parte delle organizzazioni criminali di stampo mafioso» e che quindi era necessario «effettuare valutazioni complesse, di carattere riservato, da condividere in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione della Procura Distrettuale Antimafia».

E Matteo Salvini, il cui partito ora siede tra i banchi della maggioranza di Palazzo Farnese, ammetteva «che il Comune in questione è sottoposto a un puntuale monitoraggio, attraverso le forze dell’ordine e con un costante raccordo con l’autorità giudiziaria, per verificare la sussistenza di qualsivoglia forma di condizionamento che possa costituire il presupposto per l’eventuale avvio della procedura finalizzata alla misura dello scioglimento straordinario».

Ora si attende la risposta di Lamorgese all’interrogazione presentata da Sandro Ruotolo & co. Alla base c’è sempre la richiesta di invio della commissione d’accesso.

Daniele Di Martino


Politica

Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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