Politica
Caso D’Apice, il procuratore Fragliasso: «Gravi gli applausi del consiglio comunale»
Il capo della Procura di Torre Annunziata commenta l’elezione del presidente del consiglio comunale: «C’è un degrado culturale»
«E’ grave che il consiglio comunale abbia applaudito alla celebrazione di un condannato per camorra». Non sono le parole di un politico con al tessera in tasca di un partito. Ma il pensiero del procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. Intervistato dal Tgr Campania, il capo della Procura oplontina ha fatto il punto su Castellammare e Torre Annunziata. E si è soffermato sul caso D’Apice, o meglio sull’elezione del presidente del consiglio comunale che ha scatenato le reazioni politiche anche sul piano nazionale. Emanuele D’Apice, subito dopo la sua elezione, ha voluto ricordare il padre defunto, Luigi, che negli anni duemila fu condannato per concorso esterno in associazione camorristica e ritenuto vicino al clan Cesarano. Dal procuratore Fragliasso arriva una dura condanna: «Ciò che desta sconcerto – ha detto ai microfoni di Rai Tre – non è tanto che il presidente del consiglio comunale abbia inteso celebrare la memoria del padre, definito da decisioni giudiziarie come un esponente della criminalità organizzata, quanto il fatto che il consiglio comunale, o una parte di esso, abbia per due volte applaudito a tale celebrazione».
Infine, il procuratore lancia l’allarme sull’infiltrazione della camorra negli enti locali, riferendosi anche a Castellammare per cui è stata richiesta più volte la commissione d’accesso: «C’è un degrado culturale, la criminalità organizzata è in grado di condizionare l’attività della pubblica amministrazione».
Daniele Di Martino

