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Castellammare, arrivano le dimissioni del Presidente Vincenzo Ungaro. L’annuncio oggi nella conferenza dei Capigruppo

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Omaggio bipartisan al presidente dimissionario

Castellammare di Stabia. Arrivano le dimissioni del Presidente del Consiglio Comunale Vincenzo Ungaro. Il numero uno dell’aula intitolata a Falcone e Borsellino ha fatto sapere di lasciare il posto. L’annuncio questa mattina nella conferenza dei Capigruppo, riunione che vede partecipare tutti i referenti delle liste che compongono il consiglio comunale. Le dimissioni saranno formalizzate la prossima settimana al Segretario Generale per poi procedere alla rielezione nel prossimo consiglio comunale utile.

Ungaro, esponente di spicco del centrodestra, è stato il presidente del consiglio comunale più longevo delle ultime amministrazioni e si è distinto per la gestione dei lavori in aula e per il rispetto del regolamento. Da diversi anni a Palazzo Farnese è stato il consigliere di riferimento del popoloso quartiere dell’Annunziatella dove ha profuso il suo impegno per la realizzazione del centro parrocchiale i cui lavori partiranno a breve. E’ inoltre anche l’allenatore di Calcio a 5 della squadra della polizia locale che ha raggiunto traguardi importanti su scala nazionale.

L’annuncio delle sue dimissioni qualche mese fa, nell’ambito del rimpasto di giunta voluto dal Sindaco Cimmino e dalla maggioranza, aveva suscitato non poche polemiche anche da parte delle opposizioni. Pesanti anche le accuse del consigliere Di Martino: «Ungaro non si è dimesso, è stato fatto dimettere e mi chiedo: Dove ha sbagliato? Quali sono gli errori? Forse stato troppo democratico? Come si sono permessi. Il presidente non si cambia, stanno sovvertendo le regole della democrazia». Dimissioni che poi sono arrivate nella giornata odierna e comunicate ai consiglieri.

Anche il Sindaco ha ringraziato pubblicamente il presidente dimissionario «per aver messo – scrive sui social – la tua esperienza e la tua competenza al servizio della città, svolgendo in maniera impeccabile il ruolo fondamentale di garante di tutti i consiglieri. Grazie per aver incarnato nel migliore dei modi il senso delle istituzioni e il rispetto del regolamento, praticando sempre la legalità e la trasparenza. Grazie Enzo, per l’amicizia e l’affetto che ci legano da tanti anni. Insieme porteremo avanti tutti i progetti che sognavamo per la nostra città, volgendo lo sguardo sempre verso il futuro». Emilio D’Averio


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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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